Dalla data di caricamento ad oggi il video dello youtuber russo Ruslan Sokolovsky ha superato le 2 milioni di visualizzazioni, complice la vicenda che l'ha portato agli arresti domiciliari per aver giocato a Pokémon Go in chiesa. Subito dopo la pubblicazione del filmato su YouTube, infatti, il 22enne è stato accusato di istigazione all'odio e violazione del diritto alla libertà di coscienza e di religione e proprio nelle ultime ore si è svolto il processo che l'ha condannato a tre anni e mezzo di carcere con sospensione della pena.

La vicenda nasce a Ekaterinburg, all'interno della cattedrale ortodossa della città, costruita sul luogo in cui avvenne l'eccidio della famiglia di Nicola II, l'ultimo Zar. Il vlogger Sokolovsky ha pubblicato il video online ad agosto e nella giornata di ieri il Tribunale di Ekaterinburg ha deciso che nonostante eviterà il carcere dovrà dedicarsi a 160 ore di lavori socialmente utili. Da tempo la procura ha chiesto una "pena reale" sostenendo che il riconoscimento della condizionale avrebbe istigato un "sentimento d'impunibilità". Sulla vicenda è intervenuto l'avvocato difensore del giovane youtuber che si dice soddisfatto della sentenza affermando che la reclusione in un carcere sarebbe stata inconcepibile. Ecco invece il commento del blogger Ruslan Sokolovsky: "Sono soddisfatto. Non giocherò più a Pokémon Go, è già andato fuori moda".

Nei giorni scorsi inoltre il canale russo "2×2" ha deciso di censurare l'ultimo episodio de I Simpson, "Looking for Mr Goodbart" poiché nel filmato era visibile Homer Simpson alle prese con il gioco per smartphone Peekimon Get, una sorta di Pokémon Go che lo porta a finire in una chiesa durante l'omelia. Le immagini hanno ricordato subito il video caricato su YouTube da Sokolovsky, alimentando le proteste da parte della Chiesa russa ortodossa.