Le centrali nucleari Usa sarebbero entrate nel mirino degli hacker, da due mesi a questa parte. Ad affermarlo è un rapporto del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale e dell'FBI, ripreso dal quotidiano New York Times. Secondo il rapporto, nel mirino ci sarebbe la Wolf Creek Nuclear Operating Corporation, società che gestisce la centrale atomica di Burlington, nel Kansas. Il rapporto riferisce anche che ad esser prese di mira ci sono altre aziende del settore energetico e impianti di produzione, di cui non si conoscono ancora i nomi.

Quello che risulta poco chiaro è quale sia il reale obiettivo di questa strategia. Non è chiaro se si tratti di attività di spionaggio oppure di manomissione degli impianti, e questa seconda ipotesi aprirebbe scenari ancora più allarmanti. Una ipotesi potrebbe essere quella che i cyber criminali possano essere interessati alle informazioni e ai segreti commerciali della sede oppure a causare disturbi tali da creare il malfunzionamento dell'impianto. Intorno alla sito nucleare vivono 180.000 persone, nel raggio di 50 chilometri.

Un funzionario della Wolf Creek ha spiegato che i sistemi di gestione dell'impianto sono separati da tutto il resto, e da quello che si sa gli attacchi avrebbero colpito solo gli apparati amministrativi del sito. Quelli che sono davvero presi di mira sono gli stessi dipendenti della sede: gli hacker sarebbero riusciti a penetrare grazie ad una tecnica simile a quella adottata per i malware, ossia l'invio di documenti in words i quali, una volta aperti, costituiscono la porta d'ingresso per gli hacker.

In una dichiarazione congiunta del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale e dell'FBI, contenuta all'interno del rapporto, si legge che al momento "non vi è alcuna indicazione che gli hacker possano raggiungere i sistemi di controllo dell'impianto attraverso i dipendenti. Sempre nel rapporto si legge che al momento il vero obiettivo degli hacker sarebbe quello di mappare gli impianti per possibili attacchi futuri.