Che da ormai molto tempo la Bay Area di San Francisco stia vivendo una pesante crisi immobiliare è un dato di fatto. Ed il problema principale è dovuto all'aumento esponenziale dei costi degli immobili (e degli affitti), che nell'ultimo decennio sono stati spinti all'estremo anche per la presenza della vicina Silicon Valley, nella quale trovano sede i quartier generali delle principali aziende tecnologiche statunitensi. E tra queste aziende c'è anche Google che, dopo aver costruito una vera e propria città nella città, ha deciso di tentare ad arginare il problema con una donazione di un miliardo di dollari, grazie alla quale saranno costruite circa ventimila unità abitative entro i prossimi dieci anni.

A renderlo noto è lo stesso Sunday Pichai, che tramite un post pubblicato nel blog ufficiale dell'azienda ha sottolineato quanto sia importante per Google dare un contributo attivo per risolvere la crisi immobiliare e cercare di ridurre il traffico, altro fastidiosissimo problema che affligge tutta la regione.

Come verrà ripartita la donazione di Google

Non è la prima volta che Google mostra interesse sull'argomento: già nel 2017 l'azienda rese pubblica l'intenzione di convertire parte dei suoi uffici nella North Bay Shore in 9850 appartamenti, ma il progetto non è mai stato realizzato. Questa nuova operazione va quindi considerata come un "ampliamento della precedente" e porterà alla costruzione di edifici molto alti, dato il poco terreno a disposizione, con la seguente ripartizione economica:

  • L'equivalente di 750 milioni di dollari di immobili attualmente ad uso ufficio di Google saranno convertiti in circa 15.000 unità.
  • 250 milioni di dollari saranno destinati a incentivi ad altri costruttori per la realizzazione di 5.000 unità
  • 50 milioni verranno donati ad associazioni no-profit che aiutano i senzatetto a trovare una casa.

Rimane ancora da valutare quanto questo contributo possa realmente risolvere il problema e, probabilmente, considerando che si tratta di un'azienda in forte espansione il cui numero di dipendenti continua a crescere a dismisura, percentualmente queste nuove unità abitative difficilmente potrebbero dare un apporto significativo al problema.