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Google Play Books disponibile anche in Italia

Il nostro paese è la prima nazione non anglofona a ricevere in anteprima il servizio di libreria digitale realizzato da Mountain View. Sarà possibile acquistare e leggere oltre due milioni di testi via cloud o scaricandoli sul proprio terminale ma per ora manca il supporto per iOS.
A cura di Angelo Marra
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Quando qualche settimana fa BigG ha annunciato l'arrivo del suo Google Play, la nuova piattaforma cloud-based messa su da Mountain View, gli utenti italiani sono rimasti assai delusi per il fatto che nel nostro paese il sistema fosse attivo in maniera parziale. Nello specifico fino a ieri era disponibile solo il nuovo Store per Android mentre gli altri servizi, come GMusic e Gbooks funzionavano solo all'estero. Da ieri però per gli utenti italiani si sono finalmente aperte le porte di Google Books, definito da Mountain View "il più grande ebookstore italiano, con una scelta di migliaia di titoli in italiano, molti dei quali bestseller, e oltre due milioni di libri disponibili".

Oltre agli accordi già presi con editori internazionali, BigG ha stretto una partnership con i più importanti gruppi italiani, come Mondadori, Einaudi, Piemme, Rizzoli, Bompiani, Adelphi, Longanesi, Guanda, Garzanti, Newton, Compton, Baldini Castoldi Dalai, il Saggiatore, Hoepli, De Agostini, Gruppo 24 Ore e Feltrinelli. I prezzi rappresentano forse la nota dolente del servizio ma va ricordato che a stabilirli sono gli editori; le nuove uscite hanno un prezzo medio di 10 euro, eccessivo rispetto al contesto internazionale, dovuto anche all'Iva al 21% a cui sono sottoposti i contenuti digitali, al contrario di quelli cartacei tassati al 4% .

Confindustria Digitale da tempo chiede al Governo Monti di estendere l'Iva ridotta anche ai contenuti online per infondere linfa vitale alla stagnante situazione dell'e-commerce italiano, ed è sicuramente importante sottolineare come l'Italia sia il primo paese non di lingua inglese a ricevere il servizio di Google, nonostante nel nostro mercato editoriale gli e-book rappresentino solo l'1%. Un intervento dell'esecutivo in tal senso e l'interesse dei big della tecnologia verso l'Italia potrebbero di certo contribuire in maniera significativa al superamento di questo gap.

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