Tra le prossime emoji che potrebbero trovare posto negli smartphone, tra i social network e sulle piattaforme di messaggistica istantanea c'è una serie di alternative proposte da Google per dare un terzo genere ad alcune delle faccine più popolari utilizzate finora. A rivelarlo è stata la stessa casa di Mountain View nella sua proposta all'Unicode Consortium, l'ente preposto a definire gli standard di comunicazione tra apparecchiature digitali. Il documento riprende le più recenti indicazioni fornite dallo stesso consorzio ai produttori di dispositivi e app, e che raccomandano che "le faccine vengano rappresentate con un genere neutro, a meno che non sia esplicitamente specificato dalla richiesta dell'utente".

In realtà diversi produttori come Microsoft e Apple offrono già alternative di genere neutro per alcune emoji, ma la proposta di Google, che pure va nella stessa direzione, vuole estendere il principio a tutte le emoji umane. Nell'ottica della casa di Mountain View il terzo genere avrà infatti un aspetto androgino (rappresentato in modo parziale da un taglio di capelli neutro) e sarà disponibile come una caratteristica aggiuntiva delle emoji umane, accanto ai generi maschio e femmina e allo stesso modo intersecabile con le altre caratteristiche come colore dei capelli e tonalità della pelle.

L'idea in sostanza è quella di rappresentare le emoji umane presenti nel selettore all'interno di app e sistemi operativi con una sola icona – ovvero quella di genere neutro e tonalità della pelle gialla – e di lasciare poi agli utenti la possibilità di espandere il menù di selezione tenendo premuto sulla faccina e scegliendo la variante del sesso e dell'etnia preferiti. A questo punto occorre capire se gli altri produttori aderenti al consorzio Unicode appoggeranno la proposta di Google. La casa di Mountain View l'ha raccontata e resa pubblica proprio per tentare di coinvolgere anche loro, senza il supporto dei quali l'iniziativa andrà inevitabilmente ad arenarsi.