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Google Translate ormai è un servizio parecchio utilizzato da chiunque in tutto il mondo. Il sistema della casa di Mountain View può lavorare su scampoli di testo, siti web, fotografie o perfino in tempo reale con le immagini della fotocamera, e presto si doterà di un'altra funzionalità interessante: un sistema di traduzione in tempo reale capace di trascrivere intere conversazioni o monologhi direttamente nella lingua desiderata.

L'annuncio è arrivato direttamente da Google che ha ospitato negli Stati Uniti un evento dedicato alla stampa durante il quale ha mostrato la funzionalità in anteprima. Si tratta in sostanza di un sistema basato su algoritmi di intelligenza artificiale che ascolta quanto pronunciato da una persona, lo mette in forma scritta e lo traduce in tempo reale. Il processo avviene senza che l'utente debba intervenire in alcun modo: l'unico risultato dell'operazione è un trascritto del discorso in forma scritta, nella lingua scelta in precedenza.

Google Translate in realtà è già in grado di ascoltare parole e frasi offrendone la traduzione in poche frazioni di secondo, anzi può anche ripetere quanto tradotto ad alta voce tramite un motore di sintesi vocale. La novità annunciata è di ordine diverso ed è mirata ad estrarre in tempo reale il significato di interi discorsi: si tratta di una traduzione in tempo reale accomunabile per certi versi al lavoro di un interprete, nella quale gli algoritmi di intelligenza artificiale si correggono da soli man mano che il discorso procede e diventa possibile contestualizzarne alcuni passaggi chiave.

Il sistema è ancora in fase di test e per questo al momento è ancora piuttosto limitato. Intanto è tarato solamente su inglese, spagnolo, tedesco e francese; inoltre le operazioni avvengono tutte in cloud sui server di Google e non sui dispositivi, il che richiederà una connessione a Internet per il funzionamento. Il tutto quando la prima versione del traduttore Google con la novità annunciata verrà messa a disposizione: per il momento la funzionalità è ancora esclusivamente nelle mani degli sviluppatori, che però dovrebbero portarla sugli smartphone del grande pubblico in un non meglio precisato futuro.