Con l'avvento dei social network nel corso degli ultimi anni in Rete si è diffuso il fenomeno del Grooming, una tecnica di adescamento online utilizzata dai pedofili che ha l'obiettivo di creare un rapporto di fiducia con un adolescente con l'obiettivo di ricattarlo o, nei casi più gravi, di abusarne sessualmente. Il termine deriva dal verbo inglese "to groom", che indica il gesto degli animali quando si accarezzano il pelo. Da qualche anno il reato di grooming è stato inserito nel codice penale.

In Italia il reato di grooming non punisce solo il reato ma anche il tentativo di adescamento, senza che questo si debba trasformare in un incontro offline, così da contrastare eventuali atti di pedofilia. In generale il grooming viene effettuato da potenziali abusanti quali pedofili o da gruppi di cybercriminali con l'obiettivo di ottenere foto pornografiche della vittima minorenne per uso privato, per la vendita online all'interno di forum di pornografia infantile o per ricattare la vittima. Una delle tecniche più utilizzate dai pedofili per adescare minori in Rete è quella di farsi passare per coetanei ed affrontare temi vicini a quelli di interesse della vittima, così da generare fiducia nel bambino e facilitare l'invio di materiale erotico.

Per guadagnare la fiducia del minore spesso i soggetti che metto in atto azioni di grooming in Rete inviano foto false per rafforzare la falsa identità e sviluppare nel bambino l'idea che quello che si trova dall'altra parte dello schermo sia un coetaneo. I pedofili che adescano minori su Facebook ma anche su forum, chat o servizi di messaggistica istantanea come WhatsApp, dopo aver ricevuto le foto del bambino tendono a spingersi oltre e a fissare un appuntamento per abusarne sessualmente.

È fondamentale prestare la massima attenzione quando si naviga in Rete, come riportato nella sezione del sito della Polizia di Stato dedicata ai bambini, navigare su Internet può essere utile e divertente, ma prima di cominciare è importante conoscere e ricordare alcune regole molto importanti. Gli agenti delle forze dell'ordine invitano tutti i minori che utilizzano Internet a non mandate mai foto a qualcuno conosciuto in Rete: "le persone possono non essere quello che dicono di essere. La bambina con cui credete di chattare potrebbe essere un uomo adulto".

"Chiunque, allo scopo di commettere i reati di cui agli articoli 600, 600-bis, 600-ter e 600-quater, anche se relativi al materiale pornografico di cui all'articolo 600-quater 1, 600-quinquies, 609-bis, 609-quater, 609-quinquies e 609-octies, adesca un minore di anni sedici, è punito, se il fatto non costituisce più grave reato, con la reclusione da uno a tre anni. Per adescamento si intende qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante l'utilizzo della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione"