10 Luglio 2015
11:36

Hacking Team, Wikileaks pubblica il contenuto di 1 milione di email

La vicenda di Hacking Team si allarga sempre di più col passare delle ore e a questo contribuirà molto il fatto che Wikileaks ha pubblicato sul suo sito il contenuto di oltre 1 milione di email. Dai contenuti delle email vengono rivelati nomi di politici italiani, ma anche che Hacking Team stava per fare affari con la Libia. L’Italia è il secondo paese ad aver acquistato di più da HT.
A cura di Francesco Russo

La vicenda di Hacking Team si allarga sempre di più col passare delle ore e a questo contribuirà molto il fatto che Wikileaks, che vede tra i suoi fondatori  Julian Assange, ha pubblicato sul suo sito il contenuto di oltre 1 milione di email. Si tratta di una parte del contenuto trafugato la sera del 6 luglio scorso, quando è stata violato l'account Twitter dell'azienda italiana che fornisce sistemi sofisticati di spionaggio, del "peso" di 400 GB. Hacking Team era già finita in passato nel mirino di Wikileaks con lo SpyFiles.

Nomi della politica italiana tra le email di Hacking Team

La pubblicazione delle email sul sito di Wikileaks rivela che Hacking Team aveva rapporti con molti nomi della politica italiana e con molti governi nel mondo. I contenuti delle email pubblicate rivelano centinaia di nomi di politici, si va da Matteo Renzi fino ad arrivare a Silvio Berlusconi; ma si citano anche istituzioni, segreti, le forse di Pubblica Sicurezza, dalla Polizia, alla Guardia di finanza, ai Carabinieri. Tutti nomi e citazione che si trovano nelle mail interne della società. Il nome del premier Renzi, così come quello di Berlusconi e di tanti altri politici, ricorre diverse volte in una serie di mail che danno conto di notizie di attualità politica.

Come rilevato già nelle ore immediatamente successive alla violazione, vista la diffusione del contenuto del file torrent di 400 GB su Twitter, nelle email pubblicate da Wikileaks si trova ancora una volta la conferma dei rapporti di Hacking Team con il governo del Sudan. In una delle tante email, sono 1.483, si legge: "L'attività da svolgere sarà: dare un ‘follow up' al training fatto qui (che praticamente era basic), dare continuità alle tecniche di attacco e infine verificare anche lo stato del sistema alla luce delle migrazioni che stavamo facendo e al check del livello di sicurezza (firewall, etc.)".

Hacking Team stava per fare affari anche con la Libia e altri paesi

Ma dalle email rese pubbliche si scopre che Hacking Team stava per allacciare rapporti commerciali anche con un altro paese ad alto rischio come la Libia (nome che compare centinaia di volte). Hacking Team era intenzionata a fare affari nel paese nord-africano e in una mail dello scorso 25 maggio si trova conferma di questa intenzione: "Per la Libya sono scettico, è un failed state, possiamo chiedere l'autorizzazione ma davvero non so se è un paese in black list. Magari cominci a informarlo sulla documentazione che dev'essere fermata dal CLIENTE GOVERNATIVO per una nostra vendita? Poi possiamo procedere, al massimo la Libia è in black list e non vendiamo. Il Governo Italiano decide, il Governo Italiano ha la migliore intelligence a cui possiamo e dobbiamo attingere per un'autorizzazione, è la legge".

Le email dimostrano anche che Hacking Team avesse rapporti anche l'agenzia di sicurezza del Bangladesh conosciuta come "Lo Squadrone della Morte", per via dei suoi metodi molto violenti. Un esponente dell'azienda, si legge tra le email, fa una dimostrazione degli strumenti di spionaggio da usare in quel paese.

Ma Hacking Team avrebbe fornito software di spionaggio anche all'ambasciata degli Stati Uniti a Bogotà per operazioni di sorveglianza di massa in Colombia. Secondo Wikileaks obiettivo di questa operazione è quello di consentire controlli a tutto campo su Internet. Appena un mese fa un ingegnere capo dell'Hacking Team avrebbe avuto un incontro a Cartagena con agenti della Dea per la vendita di strumenti di intercettazione del traffico telefonico e internet per tutta la Colombia.

Altri rapporti che vengono rivelati dalle email sono con il governo del Qatar, un funzionario dell'azienda italiana lo scorso ottobre era a Doha per una dimostrazione dei software. Si rivelano rapporti anche con la Bielorussia paese indicato da Human Right Watch come oppressore verso giornalisti, attivisti e politici dell'opposizione.

L'Italia il secondo paese che ha acquistato di più da Hacking Team

E secondo i file violati si scopre anche quali fossero i paesi ai quali Hacking Team ha venduto i propri software di spionaggio. E si scopre che il primo paese è il Messico, l'Italia è il secondo paese. A seguire in ordine troviamo Marocco, Arabia Saudita, Cile, Ungheria, Malesia, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti, Singapore, Kazakistan, Sudan, Uzbekistan, Panama, Etiopia, Egitto, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Corea del Sud, Mongolia, Vietnam, Spagna, Ecuador, Oman, Svizzera, Tailandia, Russia, Nigeria, Turchia, Cipro, Honduras, Azerbaijan, Colombia, Polonia e Bahrain.

In una email si legge anche dell'invito esteso anche ad Hacking Team per intraprendere un'iniziativa di difesa durante la presidenza italiana del semestre europeo.

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