Ormai un paio di anni fa avevano fatto scalpore le rivelazioni uscite da una delle serie di documenti pubblicati da Wikileaks che riguardavano la possibilità da parte dei servizi segreti di più Paesi di infiltrarsi nelle smart TV di ignari cittadini con dei malware pensati per attivare il microfono di questi dispositivi facendoli sembrare spenti, e inviando il registrato a server remoti in altre parti del mondo. Ai tempi Samsung — una delle aziende coinvolte direttamente dai documenti — rispose con prontezza alle rivelazioni, ma oggi la notizia è tornata attuale a causa di una vicenda probabilmente scorrelata che però la ricorda da vicino: un tweet pubblicato proprio dalla divisione statunitense di Samsung, nel quale si invitano gli utenti a prendere la buona abitudine di effettuare una scansione antivirus del proprio televisore per mantenerlo al riparo da attacchi e violazioni.

Il tweet introduceva un video tutorial su come effettuare il controllo dei virus sui modelli più recenti dei TV della società, ma in realtà non è durato molto: Samsung l'ha eliminato in poco tempo, ma non prima che abbia provocato centinaia di reazioni online, a metà strada tra il divertito e l'incredulo. Il concetto espresso in effetti — che un oggetto quotidiano come il televisore debba essere attivamente protetto da attacchi virus da parte di chi lo utilizza — non suona in modo molto positivo. "Controllare il computer in cerca di virus è importante affinché funzioni correttamente" recitava il tweet ora scomparso "ma questo vale anche per il tuo TV QLED se è collegato alla rete Wi Fi! Resta al sicuro dagli attacchi malware diretti al tuo TV effettuando una scansione antivirus ogni qualche settimana. Ecco come fare".

La società non ha fornito spiegazioni sulla comparsa del tweet né sulla sua rimozione, ma il software per la scansione esiste: si trova tra le voci relative alla gestione del sistema, nelle impostazioni degli ultimi e più sofisticati modelli del gruppo. Alcuni dubbi sull'implementazione del sistema però permangono: da una parte è positivo che Samsung decida di non prendere sottogamba minacce come quelle che si trovano ad affrontare i dispositivi che fanno parte della categoria dell'Internet delle Cose; d'altro canto però si suppone che — in quanto smart — questi oggetti dispongano di sistemi di sicurezza integrati che non facciano affidamento sulla diligenza di chi li utilizza (e che potrebbe non avere la pazienza né la consapevolezza di dover effettuare questo tipo di manutenzione); infine l'eventualità di un attacco hacker sul proprio televisore non è qualcosa che in fase di acquisto di un prodotto smart nella maggior parte dei casi non viene neanche menzionata.