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Huawei starebbe lavorando a un servizio di navigazione pensato per contrastare Google Maps, ma con un approccio leggermente diverso rispetto al software di Big G. Lo riporta China Daily, spiegando che il progetto vorrebbe rivolgersi principalmente a sviluppatori: in breve, Huawei vorrebbe creare la base tecnologica che poi le applicazioni che necessitano di mappe – come quelle di noleggio con conducente – possono utilizzare senza la necessità di realizzare da zero un servizio di questo tipo.

Il software, chiamato Map Kit, offrirà agli sviluppatori un sistema di navigazione che potranno utilizzare nelle loro applicazioni, con tanto di possibilità di mostrare il traffico sulle strade. Proprio come Google Maps. Secondo un manager dell’azienda cinese, il software di Huawei sarà inoltre in grado di fornire elementi in realtà aumentata, anche se allo stato attuale è poco chiaro in che modo questa funzionalità sarà integrata. Potrebbe però riferirsi ad un metodo di navigazione simile a quello messo a punto da Google negli ultimi mesi e arrivato in Italia la scorsa settimana. Per portare a termine il progetto Huawei collaborerà con realtà locali tramite le quali avrà accesso ai dati sulle strade. In Russia, per esempio, ha stretto una partnership con Yandex, un gigante delle telecomunicazioni che già fornisce servizi di navigazione.

Il settore in cui si vuole lanciare Huawei, però, è decisamente complesso da aggredire. Solamente Google, di fatto, è riuscita a ottenere un grande successo, ma dopo anni di tentativi – Maps è stato lanciato nel 2005 – e una grande quantità di denaro investito nella ricerca e nell’acquisizione di realtà concorrenti, come l’acquisto di Waze per 996 milioni di dollari. Ma anche l’utilizzo di una enorme flotta di vetture che hanno mappato tutte le strade del mondo. Il secondo operatore più famoso è Apple, che con qualche difficoltà a partire dal 2012 ha realizzato un sistema di navigazione integrato su ogni iPhone. Per questo l’approccio legato agli sviluppatori di Huawei potrebbe avere senso, almeno per il primo periodo: di certo la mossa dell’azienda punta anche ad ottenere un ulteriore elemento di autonomia da Android in vista di una possibile impossibilità di utilizzare il sistema operativo di Google. Map Kit dovrebbe essere rivelato ad ottobre, coprirà 140 paesi e sarà disponibile in 40 lingue.