Coronavirus
8 Luglio 2021
10:36

I dati degli smartwatch rivelano: chi ha avuto Covid-19 mantiene un battito cardiaco accelerato

Una ricerca pubblicata recentemente ha utilizzato questi dispositivi per tracciare le condizioni dei pazienti Covid anche dopo la guarigione, ed è giunta a una conclusione da approfondire: questa categoria di persone soffre di un battito cardiaco accelerato e di altri cambiamenti fisiologici per settimane e in alcuni casi anche mesi dopo aver sconfitto l’infezione.
A cura di Lorenzo Longhitano
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Coronavirus

Già da qualche tempo il mondo della ricerca si è interessato alla capacità dei dispositivi indossabili come smartwatch e fitness tracker di individuare in anticipo i sintomi del coronavirus basandosi su parametri come frequenza del battito cardiaco e fasi del sonno. Una ricerca pubblicata recentemente ha utilizzato però questi dispositivi per tracciare le condizioni dei pazienti Covid anche dopo la guarigione, ed è giunta a una conclusione da approfondire: questa categoria di persone soffre di un battito cardiaco accelerato e di altri cambiamenti fisiologici per settimane e in alcuni casi anche mesi dopo aver sconfitto l'infezione.

Lo studio

Lo studio è stato pubblicato sul journal of american medicine association con il titolo Assessment of Prolonged Physiological and Behavioral Changes Associated With COVID-19 Infection e ha sfruttato il programma sperimentale DETECT tramite il quale i soggetti volontari possono inviare ai ricecatori i dati rilevati dai loro dispositivi indossabili. In questo modo lo studio ha potuto reclutare con facilità 875 soggetti, tutti guariti da malattie respiratorie che hanno comportato febbre, tosse, dolori muscolari o altri sintomi compatibili. Tutti sono stati sottoposti a tampone per la ricerca di Covid-19 e 234 sono risultati positivi. I ricercatori hanno poi considerato i dati raccolti dai loro dispositivi indossabili, dividendoli in due gruppi.

Le informazioni dei sensori

Dalle informazioni raccolte dai sensori sui dispositivi è emerso che fin dalle fasi dell'infezione i partecipanti di entrambi i gruppi hanno iniziato a dormire più a lungo e a soffrire di battito cardiaco accelerato, ma i soggetti contagiati da Covid-19 hanno mostrato cambiamenti più accentuati. In particolare il cambiamento nella frequenza cardiaca a riposo è risultato molto più pronunciato nei malati di Covid-19 rispetto agli altri soggetti. Nei malati di coronavirus il battito cardiaco è tipicamente tornato regolare dopo circa 9 giorni dall'infezione, per poi tornare sopra la media e rimanere in questo stato per mesi.

Questa condizione ha riguardato solamente i malati Covid, e secondo i ricercatori può essere un indizio del fatto che il virus colpisce il sistema nervoso anche nelle funzioni di regolazione di attività autonome come appunto il battito cardiaco e altri processi fisiologici. I ricercatori hanno però intenzione di approfondire lo studio arruolando altri partecipanti, prolungando il periodo di indagine e approfondendo l'ambito di studio con domande più specifiche sui sintomi sperimentati dai soggetti.

27030 contenuti su questa storia
Lascia un commento!
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni