Google ha annunciato che i suoi dipendenti lavoreranno da casa fino a luglio 2021, sia nel caso di lavoratori a contratto full-time che nel caso di consulenti. L'azienda di Mountain View non è l'unica ad aver prolungato lo smart working per la sua forza lavoro, ma è la prima ad aver esteso il lavoro da casa fino alla metà del prossimo anno. Lo ha riportato il The Wall Street Journal, che spiega come il CEO di Google, Sundar Pichai, abbia preso la decisione settimana scorsa dopo una riunione con il resto dei manager.

"Per fornire ai dipendenti la possibilità di pianificare il loro futuro, stiamo estendendo la nostra opzione volontaria di lavoro da remoto fino al 30 giugno 2021 per i ruoli che non richiedono la presenza in ufficio". A partire dal 6 luglio di quest'anno, invece, Google inizierà a riaprire parte dei suoi uffici per un numero limitato di dipendenti, che però potranno tornare su base volontaria. La scelta di dare un termine preciso allo smart working da parte di Pichai nasce dalla volontà di dare ai lavoratori una certezza in più nel caotico clima statunitense.

Per quanto riguarda le altre aziende tecnologiche, Facebook e Twitter hanno recentemente annunciato la volontà di prolungare il lavoro da remoto a tempo indefinito programmando una riapertura degli uffici che però non costringerà i lavoratori a tornare a lavorare in presenza se non se lo sentono. "Riaprire gli uffici sarà una nostra decisione, se e quando i dipendenti torneranno sarà loro" ha scritto Twitter in una nota. "Con poche eccezioni, gli uffici non apriranno prima di settembre". Anche Facebook ha annunciato il deciso cambio di rotta: "Saremo l'azienda che guiderà questa trasformazione da remoto" ha spiegato Zuckerberg durante un'intervista con The Verge. "Dobbiamo farlo in una maniera che sia ragionata e responsabile, quindi lo faremo con cautela. Ma penso che sia possibile che nei prossimi 10 anni metà della nostra forza lavoro possa lavorare permanentemente da casa".