microsoft pentagono

Mentre alcune società grandi e piccole in tempo di coronavirus hanno vissuto il concetto di smart working come un ostacolo alla produttività, altri soggetti stanno cercando di trasformare la sfida del lavoro a distanza forzato in un'opportunità per cambiare il modo di lavorare in azienda. L'ultimo esempio al riguardo è quello di Microsoft, che sta lavorando per estendere il regime di smart working totale istituito negli scorsi mesi e trasformarlo in una soluzione ibrida che consenta ai dipendenti di lavorare da casa quando lo desiderano.

La notizia l'ha data The Verge, che ha messo le mani su alcune linee guida sulle quali la multinazionale ha lavorato nel corso degli ultimi mesi. Le regole definiranno la quotidianità lavorativa dei dipendenti Microsoft anche nei mesi successivi all'interruzione del regime di smart working straordinario anti Covid-19 che nell'azienda è ancora in vigore dino a gennaio 2021 per favorire il distanziamento sociale.

In particolare i dipendenti avranno due opzioni, la prima delle quali è decidere di lavorare da casa liberamente a patto che il tempo dedicato allo smart working sia meno della metà delle ore lavorative settimanali previste. In alternativa, gli impiegati potranno al lavoro in remoto in via permanente, rinunciando alla propria scrivania in ufficio ma mantenendo il diritto di usufruire delle postazioni temporanee che nelle sedi dell'azienda restano disponibili in calendario.

Quest'ultimo scenario non potrà ragionevolmente applicarsi a tutti i dipendenti, dal momento che esistono ruoli e posizioni difficili o impossibili da ricoprire senza presentarsi fisicamente sul posto di lavoro; per questo motivo le richieste di smart working permanente andranno sottoposte ai supervisori dei dipendenti che prenderanno una decisione al riguardo. Se il lavoro in remoto sarà giudicato idoneo, gli impiegati che lo richiedono potranno inoltre chiedere di essere assegnati a un'altra sede o perfino di lavorare dall'estero.