apple trasparenza 2019

Apple ha pubblicato il report biennale sulla trasparenza, dal quale si evince che le richieste di accesso ai dati da parte dei governi di tutto il mondo, per il periodo compreso tra l'1 gennaio e il 30 giugno del 2019, sono state 31.778, in crescita di 500 richieste rispetto al primo report del 2018. Il colosso di Copertino fa sapere anche di aver soddisfatto l'82 percento delle richieste.

La pubblicazione del report avviene in un momento particolare per il colosso di Cupertino, alle prese con una nuova battaglia con l'FBI relativamente a caso di Pensacola (Florida), un caso che ricorda molto quello della strage di San Bernardino. Dal report emerge che il numero maggiore di richieste di accesso da parte dei governi sui dati degli utenti arrivano dalla Germania, con 13.558 richieste, e dagli USA, con 4.796. Per quanto riguarda l'Italia, le richieste di accesso ai dati sono state 394 riguardati 1.033 dispositivi, delle quali è stato accolto il 61 percento. Nella maggior parte dei casi, le richieste hanno riguardato i casi di dispositivi rubati, un dato molto più evidente negli Usa.

I dati chiesti dai governi ad Apple

Secondo il rapporto di Apple, la maggior parte delle richieste hanno riguardato i dati degli utenti e quindi anche i dispositivi a cui sono collegati. Spesso si è trattato proprio di dispositivi rubati oppure al centro di indagini per frodi. Oltre a questi dati, sono state diverse le richieste dei governi riguardanti i dati iCloud e iTunes. Da questo punto di vista, sempre durante il primo semestre 2019, Apple afferma di aver ricevuto 6.480 richieste per questo tipo di informazioni riuscendo a soddisfare l'85 percento delle richieste. In questo caso, gli Stati Uniti sono in testa con 3.619 richieste.

Il report riporta anche i dati che riguardano l'Apple Store. Il colosso di Cupertino fa sapere di aver ricevuto un totale di 70 richieste di rimozione dall'App Store per "violazioni legali". E la maggior parte delle richieste è arrivata dalla Cina con 56 richieste.