Opinioni
31 Marzo 2015
17:12

I nuovi chip ARM allungheranno la vita delle batterie di decenni

Atele ha creato dei processori così efficienti da poter estendere la durata di una batteria per anni, riducendone l’usura e, di conseguenza, il numero di volte in cui va cambiata.
A cura di Marco Paretti

È una delle più grandi limitazioni dell'attuale tecnologia e cruccio di tutti i possessori di smartphone, tablet e qualsiasi tipo di apparecchiatura elettronica: la batteria. Mentre l'evoluzione del settore procede a passo spedito, la ricerca sui piccoli rettangoli di litio che potenziano tutti i nostri gadget tecnologici è ferma da diverso tempo. Tanto che il problema ormai non si cerca più di risolvere trovando una soluzione alla durata delle attuali batterie, ma rendendo tutti i dispositivi molto più efficienti dal punto di vista del consumo energetico. È la strada intrapresa anche da Atmel, che con i suoi chip promette una durata "decennale" delle batterie.

Si tratta di processori dotati di architettura ARM – la stessa, per esempio, che sta alla base dei chip di molti iPhone e iPad – così efficienti da poter estendere la durata di una batteria per anni, riducendone l'usura e, di conseguenza, il numero di volte in cui va cambiata. Non si parla, quindi, di aumentare la durata di una singola carica, ma di estendere la vita stessa della batteria, che da anni potrebbe raggiungere decenni. Ovviamente le applicazioni riguardano più campi: dispositivi medici, smartwatch, allarmi e altre apparecchiature posizionate in punti difficilmente raggiungibili.

Il segreto dell'efficienza di questo chip è la condivisione dei processi, la quale garantisce una ripartizione dell'energia più efficace che va ad impattare sulla batteria due terzi in meno rispetto alla concorrenza. Il consumo energetico è così basso che il processore può ottenere energia dai cambi di temperatura del nostro corpo. Chiaramente un chip di questo tipo non è sufficientemente potente da far funzionare un computer normale, ma è in grado di far girare alcune app, inviare notifiche o effettuare lo streaming video da una chiavetta USB. Atmel è comunque fiduciosa e pensa che, in futuro, sarà possibile applicare la stessa tecnologia a dispositivi dalle richieste energetiche ben più elevate, come smartphone e tablet.

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