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Da qualche mese Trump ha ingaggiato una vera lotta a proposito di una nuova politica dei dazi che vorrebbe fissare su alcune tipologie di prodotti. Una mossa che sta facendo molto discutere, soprattutto per quelle che potrebbero essere le ricadute per l'UE e anche per la Cina che si è detta pronta a dare battaglia a Donald Trump. Ma ci potrebbe essere anche un'altra conseguenza, soprattutto in relazione ai dazi che il presidente Usa vorrebbe imporre sull'acciaio (25%) e sull'alluminio (10%) importati da altri paesi. Questa decisione potrebbe portare Apple, e non solo, a rivedere al rialzo i prezzi dei propri dispositivi.

Come spesso succede, Trump ha anticipato la sua decisione attraverso una serie di tweet, di cui in uno sosteneva di proteggere l'acciaio americano, accompagnato dal solito "America First", lo slogan che è venuto dopo quello usato durante la sua campagna presidenziale, e cioè "Make America Great Again" (MAGA). Nell'intento di "proteggere l'industria dell'acciaio e dell'alluminio da decenni di scambi ingiusti e cattive politiche", secondo AppleInsider questa decisione di Trump potrebbe far lievitare i prezzi dei dispositivi Apple. Come è noto, il colosso di Cupertino utilizza acciaio e alluminio su vari dispositivi, tra i quali iPhone, Apple Watch e Mac. Inoltre, la maggior parte dei prodotti Apple sono fabbricati fuori dagli Stati Uniti usando materiali provenienti da fornitori stranieri.

Secondo alcuni analisti americani la possibilità che Apple possa ricevere dei contraccolpi dall'eventuale introduzione di dazi è molto limitata, essendo l'impiego di alluminio concentrato per la gran parte per la costruzione del guscio del Mac Pro. Gli analisti stimano comunque che l'eventuale dazio su questa tipologia di prodotto potrebbe provocare un aumento dei prezzi dello 0,2%.

L'analista Jun Zhang di Rosenblatt Securities sostiene che i dazi provocheranno "soltanto la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina ma non avrà grandi ripercussioni sulla tecnologia”. Apple è comunque interessata all'evoluzione della vicenda, per il fatto che il CEO, Tim Cook, aveva annunciato qualche tempo fa, proprio in presenza del presidente Trump, l'intenzione di costruire stabilimenti produttivi negli Usa. Una decisione che potrebbe essere rivista in seguito all'introduzione dei dazi.