Questo doveva essere l'anno della scomparsa dei tasti fisici sugli smartphone e dell'avvento dei sensori per le impronte digitali "nascosti" sotto lo schermo. Dal Galaxy S8 all'iPhone X, in molti si aspettavano l'arrivo di questa tecnologia, che, però, si è rivelata non essere ancora pronta. Almeno fino ad ora. Synaptics, azienda responsabile per la realizzazione dei sensori per le impronte integrati in milioni di PC e smartphone, ha annunciato di aver avviato la produzione del primo sensore integrato direttamente all'interno dello schermo.

Si chiama Clear ID ed è caratterizzato da un funzionamento del tutto simile ai sensori che oggi consentono a milioni di utenti di sbloccare i loro smartphone: si appoggia il dito sullo schermo, questo riconosce l'impronta e sblocca il dispositivo. L'annuncio di questa tecnologia risale in realtà allo scorso anno, tanto che Samsung già pensava di inserire questo stratagemma nel suo Galaxy S8. A causa di problematiche con la novità, però, l'azienda sudcoreana ha dovuto abbandonare i suoi piani: è per questo che negli ultimi Galaxy S8 e Note 8 il sensore è stato posizionato in una scomoda posizione posteriore.

La soluzione presentata in questi giorni da Synaptics, invece, è pienamente funzionante e pronta ad essere prodotta in massa per quello che l'azienda definisce "uno dei cinque grandi player", che quindi potrebbe essere Apple, Samsung, Huawei, Oppo/Vivo o Xiaomi. Visto l'interesse di Samsung nel prodotto, però, è facile immaginare che la prima azienda a collaborare con Synaptics possa essere proprio la sudcoreana. Il prossimo Galaxy S9, quindi, potrebbe essere il primo smartphone ad offrire la possibilità di autenticarsi tramite impronta digitale semplicemente appoggiando il dito sulla oschermo frontale. Per la conferma, però, dovremo attendere ancora qualche mese.