La tuta da Iron Man dell'inventore Richard Browning che permette di librarsi in aria sospinti da dei piccoli motori jet sta tornando a far parlare di sé. Il dispositivo è stato infatti utilizzato in questi giorni per un volo di prova molto particolare: una finta operazione di salvataggio in montagna che ha dimostrato come dei soccorritori attrezzati con la speciale strumentazione potrebbero raggiungere feriti e dispersi molto più velocemente di quanto si potrebbe fare a piedi e più agilmente di quanto potrebbe fare un elicottero.

Il test è il risultato di una collaborazione tra Gravity Industries — l'azienda fondata da Browning per produrre in serie la sua tuta — e il servizio di assistenza medica aerea Great North Air Ambulance Service del Regno Unito. Lo scenario scelto è quello del Lake District, regione montuosa del nord dell'Inghilterra ricca di sentieri impervi, dove operazioni di salvataggio e soccorso richiedono spesso l'utilizzo di elicotteri; nella simulazione il fondatore e primo collaudatore dell'azienda ha raggiunto il punto designato in 90 secondi, mentre un soccorritore a piedi avrebbe impiegato ben 25 minuti.

Utilizzando la tuta, un paramedico può localizzare dall'alto il paziente da soccorrere e avvicinarvisi in volo, oppure balzare da un punto all'altro del percorso superando ostacoli che altrimenti richiederebbero di essere aggirati; una volta arrivato, l'operatore può prestare il primo soccorso senglanado la posizione raggiunta in attesa che arrivino altre unità, a piedi o sui mezzi convenzionali. Il risultato è un risparmio in termini di tempo che in questi casi può fare la differenza tra la vita e la morte di un infortunato o un disperso.

Il gadget purtroppo è costosissimo — viene venduto a più di 370.000 euro — ma il prezzo dell'acquisto e della manutenzione è comunque più basso rispetto alle medesime voci relative a un elicottero. I problemi piuttosto sono altri: per pilotare la tuta da Iron Man di Gravity Industries servono addestramento e forma fisica; in più il gadget al momento ha un'autonomia limitata, di appena 10 minuti. Il test è comunque stato considerato un successo, ma per sapere se darà effettivamente vita alla prima unità di soccorso composta da paramedici volanti occorrerà attendere aggiornamenti ufficiali.