23 Aprile 2015
12:29

Il 61% degli italiani ritiene “normale” scaricare file illegalmente

Uno studio pubblicato dalla Business Software Alliance (BSA), sulla base di dati raccolti da Lorien Consulting, rileva che che il 61% considera scaricare file coperti da copyright senza pagare un atteggiamento “normale” e anche “tollerabile”.
A cura di Francesco Russo
Uno studio pubblicato dalla Business Software Alliance (BSA), sulla base di dati raccolti da Lorien Consulting nell'ambito dell'Osservatorio Politico Nazionale (lo studio è stato condotto su un campione rappresentativo di 1.000 persone), ha rilevato alcuni dati interessanti che dicono quale sia l'atteggiamento degli italiani in materia di proprietà intellettuale. Dalla ricerca emerge che il 61% considera scaricare file coperti da copyright senza pagare un atteggiamento "normale" e anche "tollerabile". E' un dato questo che riflette ancora un atteggiamento propenso a comportamenti che non tengono conto di alcune regole sulla proprietà intellettuale.

Il 31% degli intervistati ammette di scaricare file (video, musica o software), mentre il 9% nega oppure non risponde.

Il secondo dato più rilevante emerso dalla ricerca è che solo il 14% degli italiani intervistati sostiene che effettuare il download di film, software e file musicali coperti dal diritto d’autore sia un reato da perseguire.

Quindi, il 22% degli italiani che ignora che tale comportamento sia contro la legge, mentre il 39% lo ritiene "illecito ma tollerabile"; a questi si aggiunge il 16% degli intervistati che lo considera "scorretto ma non illegale". Vi è po il 6% che considera questo comportamento come "lecito". Dalla somma dei tre dati si ottiene quindi il 61% del campione che considera appunto la pirateria informatica un comportamento lecito, tollerabile o comunque non da perseguire legalmente.

Lo studio dell'Osservatorio prova a tracciare anche qualche motivazione che spinge gli italiani verso questo atteggiamento. Il 58% trova nel download illegale una via pratica in quanto è "comodo" e "facile". Un 23% si giustifica con la scusa che "i prodotti legali costano troppo". Una piccola percentuale del 4% è poi convinta che si possa fare in quanto "non si rischia nulla" ed è "difficile che si possa venire scoperti".

La ricerca di fatto rileva la persistenza di una cultura che è ancora molto lontana dal considerare la legalità dell'utilizzo del software come un bene sociale e anche come un elemento per lo sviluppo economico. I infatti dati evidenziano il "mancato guadagno" generato dall'atteggiamento rilevato, assolutamente da non sottovalutare.

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