Tra le numerose attività che l'epidemia di coronavirus ha interrotto temporaneamente in Cina ci sono anche i concerti musicali, per un motivo facile da immaginare: per ridurre le probabilità di contagio è necessario mantenere al minimo le interazioni superflue, e la concentrazione di persone all'interno di un club rientra esattamente nella categoria di scenari da evitare. In molte città i locali musicali più o meno rinomati hanno dunque chiuso i battenti attendendo il termine dell'epidemia, ma al contempo gli appassionati di musica in quarantena e in cerca di svago hanno iniziato a rivolgersi online, dove i loro artisti preferiti hanno iniziato a esibirsi in veri e propri concerti virtuali, trasmessi in streaming e godibili dal salotto di ciascuno.

Come riportano testate come Variety e Hyperallergic, gli eventi assumono i connotati di veri e propri concerti in diretta: avvengono in tempo reale, ma anziché mettere fisicamente in contatto gli artisti con il loro pubblico utilizzano lo streaming video per sopperire all'impossibilità di essere presenti. L'idea è nata da un club di Wuhan, ma si è rapidamente diffusa in tutto il resto del Paese coinvolgendo locali, produttori, etichette discografiche e artisti di ogni genere, che insieme hanno già organizzato non solo singole rappresentazioni, ma intere serate e propri festival da divano. Una componente fondamentale della miscela di ingredienti che ha permesso al fenomeno di esplodere in così poco tempo arriva dalle piattaforme di streaming che sono state predilette per la trasmissione di questi eventi, e alle quali i fan ora si collegano in massa per seguirli.

La piattaforma di condivisione video BiliBili ad esempio permette ai membri del pubblico di lasciare in tempo reale i loro commenti alle performance, che possono rimanere confinati a un box laterale come nelle comuni chat presenti su YouTube, Twitch e altre piattaforme note anche in occidente, oppure apparire direttamente nel flusso video come una sequenza di parole in sovrimpressione che percorre la schermata in orizzontale. In questo modo – è la speranza di organizzatori e artisti – anche chi è isolato da amici, parenti e colleghi può ritrovare un senso di comunità e svago che l'epidemia in corso può avere temporaneamente soffocato.