10 Ottobre 2017
16:10

Il doodle di Google celebra Clare Hollingworth, la giornalista dello “scoop del secolo”

Big G. ricorda la reporter inglese nel giorno in cui avrebbe compiuto 106 anni: nata il 10 ottobre 1911, a lei si deve la diffusione della notizia dell’invasione delle truppe tedesche in Polonia che diede inizio alla Seconda Guerra Mondiale.
A cura di Ida Artiaco
Il doodle che celebra Clare Hollingworth.
Il doodle che celebra Clare Hollingworth.

Google dedica il suo doodle odierno a una delle donne più coraggiose e avventurose di sempre, la giornalista inglese Clare Hollingworth nel giorno del suo 106esimo compleanno. Era infatti il 10 ottobre del 1911 quando venne al mondo quella che sarebbe diventata la prima reporter di guerra, ricordata per aver diffuso la notizia che i nazisti stavano per invadere la Polonia alla fine dell'agosto del 1939. Storica inviata del quotidiano "The Telegraph", è morta a 105 anni solo qualche mese fa, ma la sua storia, intimamente legata alla sua macchina da scrivere e alla sua capacità di raccontare anche i fatti più drammatici, ha segnato profondamente l'epoca moderna, al punto che l'azienda di Mountain View ha deciso di ricordarla con un logo sullo stile di Hergé.

Chi era Clare Hollingworth: l'inzio della guerra

Clare Hollingworth nacque 106 anni fa a Knighton, nel Regno Unito. Dopo aver tentato la strada della politica, iniziò la sua carriera nel giornalismo anglosassone molto giovane, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale e soltanto una settimana dopo la sua assunzione al Telegraph riuscì a fare uno degli scoop del secolo. Fu infatti la prima a rendere nota la notizia dell'invasione tedesca della Polonia nell'agosto del 1939, che avrebbe poi innescato il conflitto. Fu una fortunata coincidenza: la Hollingworth si trovava in quei giorni travagliati a Varsavia per distribuire aiuti umanitari ai profughi che avevano lasciato il Sudetenland, l’area della Repubblica Ceca annessa dalla Germania. A quel tempo, il confine tra i due paesi era bloccato tranne che per i mezzi diplomatici. La reporter riuscì tuttavia a passare mostrando la bandiera dell'Inghilterra e vide che i soldati si preparavano a qualcosa di grosso.

La mattina del 29 agosto 1939 il Daily Telegraph uscì con un articolo dal titolo "1.000 carri armati ammassati al confine con la Polonia. Dieci divisioni sono pronte per colpire" in prima pagina: era l'inizio della fine. Il pezzo non venne firmato, come accadeva spesso all'epoca, ma ormai la sua fama si era diffusa ovunque. L'1 settembre, Hollingworth vide i carri armati attraversare il confine polacco e cominciare l’invasione. Telefonò al segretario dell’ambasciata britannica a Varsavia, che però non le credette, convinto che le trattative tra Germania e Regno Unito fossero ancora in corso. Si racconta che la giornalista, a quel punto, mise il telefono fuori dalla finestra, per far sentire al funzionario il rumore dei cingolati.

Da Israele al Vietnam, a caccia di spie e di scoop

Finita la Seconda Guerra Mondiale, Clare Hollingworth continuò a scrivere e a raccontare da altri fronti che intanto si erano aperti. In particolare documentò il processo che portò alla nascita dello Stato di Israele. Poi, trascorse del tempo in Algeria come inviata del Guardian. E sempre per il Guardian firmò il secondo scoop del secolo, dopo quello che le aveva dato la fama internazionale: nel 1963 a Beirut, in Libano, scoprì che Kim Philby, un ex agente dei servizi segreti inglesi, in realtà era una spia del KGB, i servizi segreti sovietici, ed era scappato in Unione Sovietica. Il direttore del giornale, però, non pubblicò immediatamente la notizia per poterla verificare e per evitare una causa per diffamazione. Lo fece qualche giorno dopo e in maniera defilata, ma ciò non evitò che scoppiasse una vera e propria bufera sul governo britannico, che fu infine costretto a confessare che Philby era realmente una spia.

Negli anni Settanta si trasferì in Vietnam, dove seguì da vicino la guerra che lì stava impazzando. Infine, nel 1981, andò in pensione, a 70 anni suonati, decidendo di vivere ad Hong Kong gli anni del meritato riposo dopo una carriera lunga e piena di colpi di scena. Intorno alla sua figura sono nate numerose leggende: pare che bevesse birra anche a colazione, e che dormisse con le scarpe per essere sempre pronta a correre in strada e a documentare cosa succedesse nel mondo. Ha trascorso gli ultimi anni della sua vita a scrivere libri e a fare brevi interventi in tv. È morta a 105 anni lo scorso gennaio nella sua casa in Cina.

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