Da sempre la popolare app di messaggistica Snapchat punta molto del suo successo sulla disponibilità di filtri fotografici avanzati e ingegnosi, ma l'ultima aggiunta alla già nutrita galleria di effetti in tempo reale sta avendo un successo particolare. Da diversi giorni gli utenti negli Stati Uniti (e in Italia sta accadendo lo stesso in queste ore) hanno infatti a disposizione un filtro in grado di scambiare il genere dei soggetti inquadrati, trasformando i maschi in femmine e viceversa. Il filtro in questione è accessibile normalmente dall'elenco di quelli a disposizione all'interno dell'app, e dà agli utenti la possibilità di scegliere se farsi trasformare in maschio, in femmina o – per qualche motivo – in carlino; in ogni caso gli algoritmi prendono come traccia le coordinate del volto inquadrato, ne modificano i connotati e vi sovrappongono elementi posticci come capelli e trucco, oppure zigomi o mascella accentuati. Nulla però impedisce a una donna di usare il filtro in versione donna, e viceversa a un uomo di applicarsi un filtro uomo per vedere che effetto fa.

Il filtro donna, uomo e bambino di Snapchat

Tralasciando il fatto che le caratteristiche applicate in automatico appaiono decisamente stereotipate, quella degli algoritmi di Snapchat è una reinterpretazione decisamente approssimativa. Per poter lavorare in tempo reale su una quantità di dati come quella generata da un flusso video il sistema deve per forza di cose tralasciare molti dettagli, col risultato che le schermate catturate non saranno mai in grado di ingannare un occhio attento. Dal punto di vista di precisione e realismo dei risultati – solo per fare un esempio – lavorano meglio app già precedentemente finite sotto i riflettori come FaceApp.

Il segreto del loro successo

I nuovi filtri di Snapchat però lavorano sui video e in tempo reale, e sotto questo punto di vista si tratta di prodotti più sofisticati rispetto alla media di quelli reperibili su smartphone. Proprio l'istantaneità e l'immediatezza rende il primo impatto con il loro utilizzo così forte: osservare il proprio volto – in movimento e con i connotati distorti – è esilarante, e per questo in molti stanno facendo uno sforzo particolare nel condividerlo al di fuori della piattaforma di messaggistica fin sui social normalmente dedicati a un pubblico generico come Facebook, Instagram e Twitter.