6 Settembre 2019
15:39

Il governo Conte-bis esercita il Golden Power sul 5G: cos’è e cosa cambia

Il nuovo governo, il governo Conte-bis, appena insediatosi ha voluto esercitare il “golden power” sulle forniture 5G. La decisione di esercitare “poteri speciali” sul 5G nasce dal fatto che dalla data del 9 settembre il governo non avrebbe la stessa forza nel gestire i contratti relativi alle cinque compagnie telefoniche: Vodafone, Tim, Fastweb, Linkem e Wind Tre.
A cura di Francesco Russo

Il nuovo governo, il governo Conte-bis, appena insediatosi ha voluto esercitare il "golden power" sulle forniture 5G. La decisione di esercitare "poteri speciali" sul 5G nasce dal fatto che dalla data del 9 settembre il governo non avrebbe la stessa forza nel gestire i contratti relativi alle cinque compagnie telefoniche – Vodafone, Tim, Fastweb, Linkem e Wind Tre – per effetto della scadenza del d.l. 22 dello scorso 25 marzo. Con l'esercizio del "golden power" si è voluto evitare di svincolare da qualsiasi obbligo o prescrizione le compagnie, proprio per la scadenza dei termini. Obiettivo del governo è quindi quello di monitorare le tecnologie 5G e di avere l'ultima parola sui contratti.

Il 5G è ormai considerato un volano strategico e il governo Conte-bis, appena insediatosi, lo sa bene. Al punto che, al primo consiglio dei ministri, su proposta del neo Ministro per lo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, decide di esercitare il "golden power" sul 5G. In realtà un passaggio necessario in vista della scadenza del d.l. 22 dello scorso 25 marzo il prossimo 9 settembre, da quella data il governo non avrebbe più potuto esercitare un controllo specifico su un settore di interesse nazionale.

Cosa cambia con il Golden Power

Nell'occasione, il governo ha esaminato le notifiche presentate da Vodafone, Wind (forniture Huawei) e Fastweb (Zte) in relazione ai contratti stipulati con società che vendono tecnologia 5G. In relazione a questo, il consiglio dei  ministri ha dato il via libera condizionato al rispetto di alcune prescrizioni. "Golden power" esercitato anche in relazione a Tim, per vecchi accordi, quelli stipulati prima del 25 marzo, rispetto ai quali la tecnologia 5G può essere considerata una naturale evoluzione, e a Linkem. Fastweb era già finita nel mirino a giugno per un accordo con Samsung, relativo al progetto pilota della rete 5G Fixed Wireless Access a Bolzano e Biella.

Il messaggio rivolto alle compagnie è chiaro, l'ultima parola sui contratti spetta al governo. L'intento è quello di monitorare l'evoluzione di tecnologie particolarmente critiche, come il 5G, prima che vengano installate. Gli assetti che decadranno il 9 settembre potrebbero essere recuperati sotto forma di emendamenti parlamentari, ad esempio nell’ambito dell’iter di conversione del disegno di legge sulla cybersecurity varato dal consiglio dei ministri lo scorso 19 luglio.

Cos'è il Golden Power

Il "golden power" rappresenta un "potere speciale" esercitabile dal governo italiano che consente di proteggere e quindi blindare una, o più, società che ha "rilevanza strategica per l'interesse nazionale". È un potere che si applica a tutte le società operanti nei settori strategici della difesa e sicurezza nazionale, nonché a quelle che possiedono attività (asset) di rilevanza strategica nei settori dell'energia, dei trasporti, delle comunicazioni.

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