Quello di queste ore potrebbe essere lo stimolo vitale che il settore della micromobilità elettrica in Italia attendeva da tempo. La commissione Bilancio del Senato ha infatti appena approvato un emendamento alla manovra economica 2020 che equipara i monopattini elettrici alle biciclette, dando improvvisamente ai sempre più diffusi mezzi di trasporto una possibilità in più di circolare all'interno di territori dove finora il loro transito era vietato. La mossa potrebbe contribuire alla diffusione a macchia d'olio di questo tipo di mezzi di trasporto, che però nonostante il contenuto dell'emendamento restano fondamentalmente diversi dalle biciclette per più di un motivo.

Il prezzo

Comprare un monopattino elettrico comporta innanzitutto un impegno economico maggiore: i modelli più evoluti possono costare anche 600 euro, e difficilmente scendendo sotto i 200 si riesce a portare a casa un modello veramente affidabile e recente. La spesa media per un dispositivo di ultima o penultima generazione si attesta intorno ai 300-350 euro. Di contro una bicicletta, nonostante esistano modelli capaci di superare i 1000 euro, se usata per semplici spostamenti può scendere sotto i 100 o scendere ulteriormente in caso di modelli usati.

Lo sforzo

Il vantaggio in questo caso va sicuramente ai monopattini elettrici, capaci di trasportare il passeggero sobbarcandosi completamente il suo peso anche per 30-35 chilometri con una sola carica. In casi simili la mancanza di un sedile sul quale appoggiarsi si fa tranquillamente perdonare: a patto di avere una presa elettrica a disposizione presso una delle destinazioni, il mezzo più adatto ai meno sportivi è il monopattino.

La trasportabilità

Gli abitudinari del trasporto multimodale – che si destreggiano cioè tra auto, treno e autobus – potrebbero preferire il monopattino elettrico: pensato per ripiegarsi, occupa meno spazio di una bicicletta e non costringe a pagare un biglietto aggiuntivo per il trasporto su eventuali mezzi. Per le bici pieghevoli il discorso vale a seconda del regolamento vigente sul mezzo scelto, ma in generale i pendolari potrebbero trovare i monopattini elettrici particolarmente promettenti.

I terreni

Muoversi in bicicletta in città non comporta particolari disagi, fatta eccezione per eventuali binari del tram a intralciare le ruote o per la pioggia che potrebbe far slittare il mezzo più facilmente. Per i monopattini elettrici e le loro piccole ruote le variabili da prendere in considerazione sono anche più numerose: le salite scaricano molto più velocemente le batterie, mentre eventuali sampietrini, pavé e semplicemente un asfalto accidentato possono causare problemi di stabilità se i sistemi di ammortizzazione non sono adeguati.

La pioggia

A nessuno piace muoversi per la città sotto l'acqua, ma farlo in bicicletta e in monopattino elettrico è ben diverso. Sulle comuni due ruote può bastare coprirsi adeguatamente e fare attenzione a non scivolare sul manto stradale, mentre i monopattini potrebbero guastarsi irreparabilmente se sottoposti a veri e propri percorsi acquatici; questi mezzi contengono parti alimentate ad energia elettrica che possono danneggiarsi con l'acqua, e nella maggior parte dei casi sono non certificati per l'utilizzo in queste condizioni.

Manovrabilità e sicurezza

Le due tipologie di veicolo si muovono e si manovrano diversamente. Mettersi alla guida di un monopattino vuol dire essere consapevoli che la propulsione può avvenire inavvertitamente, nel caso si perda il controllo del mezzo; non per niente l'emendamento approvato non tocca le norme previste in materia di limiti di velocità e possesso di patente o patentino. Di contro i monopattini elettrici – per legge – vengono venduti già dotati di dispositivi di sicurezza come segnalatori acustici, fari anteriori e dispositivi di segnalazione posteriori catarifrangenti, rendendo ad esempio la circolazione in notturna meno pericolosa.