723 CONDIVISIONI
Covid 19
19 Marzo 2020
13:29

Il luogo più sicuro al riparo dal coronavirus? È la Stazione Spaziale Internazionale

Prima di recarsi sulla stazione orbitante gli astronauti vengono sottoposti a quarantena e i carichi vengono puliti e sterilizzati, perché sviluppare malattie in orbita vuol dire quasi certamente contagiare gli altri membri dell’equipaggio. Per tenere alla larga SARS-CoV-2 i normali periodi di isolamento potrebbero essere estesi.
A cura di Lorenzo Longhitano
723 CONDIVISIONI
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Covid 19

I contagi da coronavirus si stanno ormai diffondendo in tutto il mondo interessando per il momento alcune zone più di altre. La propagazione dell'epidemia difficilmente risparmierà alcuni Paesi a scapito di altri, ma in effetti c'è un luogo destinato a rimanere per sempre al sicuro dalla minaccia di SARS-CoV-2, anche se tecnicamente non si trova sulla Terra. Si tratta della Stazione Spaziale Internazionale, che orbita attorno al nostro pianeta popolata da astronauti del tutto isolati da ciò che avviene a più di 400 chilometri di altitudine di differenza.

In effetti nelle prossime settimane e mesi a bordo della stazione orbitante è previsto l'arrivo di nuovi astronauti e materiali, ma anche se queste operazioni dovessero procedere esattamente come da programma la NASA e le organizzazioni che hanno accesso alla struttura adottano comunque protocolli particolarmente rigidi in fatto di protezione della salute dell'equipaggio. In particolar modo prima di qualunque lancio gli astronauti devono sottoporsi a un periodo di quarantena e di esami clinici: durante questo periodo il personale tecnico si assicura che nessuno di coloro che sta per partire stia incubando malattie infettive, dalle quali potrebbero poi scatenersi contagi a catena una volta in orbita compromettendo l'esito delle missioni e potenzialmente la vita degli equipaggi.

La NASA ha imparato questa lezione sulla propria pelle: è avvenuto nel 1968 durante la missione Apollo 7, quando sull'omonima navicella si ammalarono di raffreddore tutti e tre i membri dell'equipaggio; le condizioni di salute parzialmente compromesse dei membri portarono a un rientro rischioso, perché effettuato (su iniziativa degli astronauti, osteggiata dalla direzine della missione a terra) senza gli elmetti.

Oggi le cose vanno diversamente, e anche i carichi destinati alla Stazione Spaziale Internazionale vengono regolarmente puliti e in alcuni casi sterilizzati: in questo modo eventuali tracce di virus e batteri presenti sulle superfici cesserebbero di essere pericolose ben prima della partenza. Per quel che riguarda nello specifico Covid-19, sembra inoltre che le agenzie spaziali statunitense e russa stiano prendendo in considerazione l'idea di estendere i periodi di isolamento previsti per gli astronanuti in partenza, rendendo al contempo le misure di quarantena ancora più stringenti del normale.

723 CONDIVISIONI
28317 contenuti su questa storia
Lascia un commento!
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni