Utenti di smartphone (Getty).

Il 2018 degli smartphone sarà ricordato come l'anno della frenata: per la prima volta, nei 12 mesi che si sono appena chiusi, un mercato finora rimasto sempre in crescita ha conosciuto il segno negativo. Lo hanno raccontato in queste ore i dati di Strategy Analytics secondo i quali il numero di smartphone smerciati da gennaio a dicembre del 2018 è risultato minore rispetto a quello dei dispositivi venduti nei 12 mesi precedenti: non accadeva da quando esistono gli smartphone moderni. I segnali d'allarme del resto non mancavano: già a febbraio Fanpage.it riportava il primo calo del genere dal 2004, ma allora il dato era relativo a un periodo limitato ai tre mesi di fine 2017. Ebbene di trimestri neri — stando ai dati di Strategy Analytics — se ne sono susseguiti altri quattro, fino ad arrivare al risultato emerso oggi: 1,43 miliardi di smartphone venduti in un anno contro gli 1,51 miliardi smerciati nel 2017, in calo del 5%.

Nella classifica dei maggiori produttori però non è andata male proprio a tutti. Da una parte Samsung — ancora in cima alla top 5 per numero di dispositivi venduti — è passata da 317,5 milioni a 291,3, mentre Apple da 215,8 a 206,3. D'altro canto i produttori cinesi Huawei e Xiaomi possono stappare lo champagne: Huawei è cresciuta del 35% passando da 153 milioni a 205,8 di smartphone venduti, e ora è a un soffio dalla seconda posizione attualmente occupata da Apple; Xiaomi ha invece superato Oppo, passando da 91,3 milioni di dispositivi smerciati nel 2017 a 119,3 nel 2018.

Strategy Analytics imputa la frenata appena registrata a una mancanza di gadget in grado di stupire i consumatori, a circostanze economiche avverse e al fatto che le persone ormai sostituiscono gli smartphone più raramente rispetto al passato. Se così fosse, nel 2019 potrebbe verificarsi un'ulteriore inversione di tendenza, a patto che i produttori si dimostrino in grado di offrire dispositivi veramente sbalorditivi o — almeno nella fascia media del mercato — più economici.