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“Le preoccupazioni sul Covid-19, o nuovo coronavirus, sembrano essere diventate tanto contagiose quanto il virus stesso, i cybercriminali sono rapidi ad avvantaggiarsi di queste preoccupazioni per il proprio tornaconto”. Sono queste le parole con le quali i ricercatori di Check Point hanno riassunto l'esito di una recente ricerca sulla sicurezza online ai tempi del coronavirus, dalla quale risultato un dato più che allarmante: il 3% dei siti a tema Covid-19 è palesemente malevolo, mentre il 5% è sospetto.

Attenzione ad alcuni siti a tema coronavirus

Secondo quanto rilevato dagli esperti in sicurezza informatica, pare che i siti a tema coronavirus aperti tra gennaio e febbraio, proprio nel periodo in cui esplodeva l'epidemia in Cina, vantino un potenziale malevolo superiore del 50% rispetto agli altri siti aperti nello stesso periodo.

È chiaro quindi che i cybercriminali abbiano ben pensato di sfruttare il panico internazionale, puntando ai grandi numeri relativi alle milioni di ricerche che vengono effettuate ogni giorno: in soldoni, il sito viene creato con il pensiero che – prima o poi – qualcuno abboccherà. E il tema principale di queste pagine malevole è sempre lo stesso: informazioni su come evitare il contagio e ultime notizie sulla diffusione. Tutto falso, chiaramente.

Pare che i domini sull’argomento siano circa quattromila, il che implica che almeno 320 siti sono pronti a truffare le vittime inconsapevoli e spingerle a scaricare qualsiasi cosa.

I virus diffusi anche con campagne di phishing

La ricerca degli esperti di Check Point ha sottolineato una realtà della quale già abbiamo più volte parlato, e a messo in evidenza una serie di massicce campagne di phishing che si fanno remo della paura delle persone e della relativa ricerca di informazioni sull'infezione Covid-19, causata dal nuovo coronavirus cinese che ha costretto il Presidente Conte a dichiarare zona rossa l'intera penisola.

Lo scopo è sempre lo stesso: rubare dati sensibili, credenziali di accesso a piattaforme bancarie, diffondere ramsonware e applicazioni invisibili con le quali si potrebbe perdere totalmente il controllo del proprio computer.

A dare lo stesso allarme è stato anche l'ottimo commissariato della Polizia Postale, che fin dagli inizi di febbraio ha rilevato e segnalato una campagna di email palesemente false e che, camuffate da messaggi provenienti da mittenti importanti e con il pretesto di fornire informazioni non veritiere o fantomatiche cure contro il coronavirus, nascondono degli allegati molto pericolosi che mirano ad impossessarsi dei dati personali bancari della vittima.

"Il Coronavirus non ferma i criminali del web, che non si fanno scrupoli ad approfittare del rischio di epidemia in corso per architettare nuove ed insidiose frodi informatiche" – spiegava la polizia postale Polizia Postale – "Il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni vigila, in queste ore, con particolare attenzione, alla ricerca delle minacce informatiche disseminate su tutta la rete, che sfruttano il momento di comprensibile disorientamento e fragilità nella cittadinanza, conseguente alla diffusione del COVID-19".

Come proteggersi

La realtà dei fatti, è che nonostante l'installazione di antivirus ed antimalware possa aiutare gli utenti a sentirsi più sicuri e, di fatto, possa rallentare la diffusione dell'epidemia (informatica), l'unica arma in possesso di tutti è una, ed è importantissima: il buonsenso.

Per quanto riguarda la navigazione nei siti web, è essenziale controllare con attenzione l'indirizzo, oppure accertarsi che la stringa di testo relativa all'URL inizi con la dicitura "https": è un protocollo sicuro che difficilmente gli hacker utilizzano nei propri siti.

Qualora si ricevessero mail "sospette" sul coronavirus invece, il nostro consiglio è quello di eliminarle immediatamente ed evitare di inoltrarle ad altre persone: solo in questo modo si potrebbe bloccare la catena di Sant'Antonio, ed evitare che i file malevoli si diffondano in computer di altre vittime inconsapevoli.

È chiaro, infine, che una delle cose più importanti è quella di informarsi solo sui siti governativi o tramite le più grandi testate giornalistiche e non abboccare alle fandonie: annunci di presunte cure, kit di autoanalisi e siti che promettono di diffondere notizie segrete, sono quasi certamente contenuti a scopo malevolo.