È un collegamento WiFi da record quello stabilito in questi mesi dal Politecnico di Torino: un vero e proprio ponte wireless senza precedenti che ha connesso per mesi Italia e Spagna utilizzano un'antenna trasmittente e un ricevitore posizionati a distanza di 700 chilometri tra loro. Il traguardo è stato comunicato in questi giorni, anche se sul sistema stanno lavorando da anni i ricercatori degli iXem Labs interni all'istututo.

A cosa servirà

Il collegamento mette in comunicazione la località di Carloforte, in Sardegna, con le alture di Terragona, in Catalogna, ma non è un normale WiFi di quelli che vengono utilizzati in ambito casalingo o urbano per permettere alle persone di accedere a Internet. Non si tratta neppure di un progetto per portare connettività ai residenti nelle aree colpite dal digital divide, ma di un sistema dedicato all'Internet delle Cose, e in particolare alla messa online di strumenti dedicati all'agricoltura.

Nelle aree rurali infatti non è infrequente che i pochi ripetitori cellulari presenti non consentano ai dispositivi elettronici di controllo del raccolto di operare come dovrebbero. La scarsa copertura taglia fuori sistemi di sensori ambientali e altre strumentazioni che, comunicando tra loro in un sistema coordinato, potrebbero servire agli agricoltori a programmare con precisione le proprie attività di semina e trattamento delle colture, ottimizzando la quantità e la qualità dei raccolti.

Bassi consumi, portata eccezionale

Il sistema ideato dai ricercatori del Politecnico serve proprio a colmare questo tipo di lacuna. In cantiere dal 2013, il ponte wireless ha infatti caratteristiche decisamente promettenti per l'utilizzo in questi scenari: in particolare il consumo energetico delle antenne utilizzate è di appena due batterie stilo, che insieme possono alimentare il sensore al quale sono applicate per diversi mesi; questo permette a eventuali infrastrutture di raccolta dei dati metereologici di rimanere attive per un'intera stagione senza bisogno di manutenzione. La distanza operativa è un altro fattore che depone a favore del sistema, anche se il collegamento da 700 chilometri è stato effettuato più che altro per testarne la portata massima, ed è difficile che un campo agricolo sia così distante dalla prima connessione a Internet disponibile. In ogni caso, anche se fosse, da oggi non sarebbe più un problema.