Da secoli il Ramadan per i fedeli musulmani è un momento di preghiera, digiuno e comunione con la propria dimensione spirituale, ma oltre che per le donne e gli uomini di fede islamica negli ultimi anni la tradizione è diventata importante anche per Google, Facebook e tutte le aziende che lucrano dalla vendita di pubblicità online. Le piattaforme di condivisione video gestite da queste aziende infatti nel mese del Ramadan godono di un quantitativo di attenzione mai così alto da parte di chi ne pratica i precetti – un fatto che si traduce in maggiori introiti pubblicitari provenienti da chi paga per inserire i propri annunci nelle clip ospitate online.

A rivelarlo sono dati diffusi proprio da Facebook: secondo il social network nel periodo di circa un mese durante il quale si svolge la ricorrenza (quest'anno ha avuto inizio il 6 maggio e terminerà il 4 giugno) aumenta considerevolmente la quantità di ore complessive passate davanti ai video della piattaforma da parte degli utenti delle regioni nelle quali il Ramadan è tradizionalmente praticato. L'aumento fatto registrare su Facebook è del 5%, che si traduce in 58 milioni di ore in più rispetto al normale spalmate in tutto il periodo preso in esame – ovvero quasi 2 milioni di ore in più ogni giorno. Anche Google però fornisce dati dello stesso segno per YouTube: durante il Ramadan l'audience di serie e soap ospitate su YouTube aumenta del 151%, le visualizzazioni di contenuti sportivi salgono del 22%, quelle dei video di viaggio del 30%, e quelle dei video religiosi del 27%.

Il motivo è semplice – riferisce Associated Press che ha raccolto i dati: durante il mese di digiuno e preghiera i fedeli restano alzati più a lungo durante la notte, si concedono momenti di riposo più lunghi – soprattutto prima del pasto serale – e in alcuni casi lavorano meno. Il tempo libero che ne risulta però non viene sempre impiegato nella preghiera e nella meditazione, anzi viene spesso intercettato dalle lusinghe video e social che arrivano dal web.