Da oggi c'è anche il Ruanda nella lista di Paesi produttori di smartphone. A marcarne l'ingresso è stato in questi giorni il gruppo Mara, società con sede nella capitale Kigali che in questi giorni ha presentato al mondo i suoi due primi smartphone: Mara X e Mara Z. La differenza che contraddistinguerà l'esperienza di Mara rispetto a quella di aziende già attive in altri Paesi come Egitto e Sudafrica è che gli stabilimenti in Ruanda non avranno bisogno di importare componenti, ma potranno assemblare e confezionare gli smartphone in autonomia.

Dal punto di vista tecnico i due telefoni non sono particolarmente allettanti. Mara X dispone di 16 GB di memoria per lo stoccaggio e di un display HD da 5,5 pollici, mentre il più evoluto Mara Z ha una memoria da 32 GB, display da 5,7 pollici; entrambi vantano un lettore di impronte digitali e sono basati su sistema operativo Android One, e i prezzi sono invece rispettivamente di 120 e 170 euro. Anche dal punto di vista della concorrenza il rischio è dunque che i telefoni soffrano: gli altri produttori già attivi nel Paese offrono prodotti dalle specifiche simili ma che costano meno. L'obbiettivo di Mara però non è quello di concentrarsi sul mercato locale.

Da una parte infatti l'azienda spera di contribuire a far salire il tasso di l'adozione degli smartphone nel Paese e a far diventare quest'ultimo un vero e proprio hub tecnologico continentale. D'altro canto però l'azienda ha ambizioni commerciali anche nel resto del continente africano. A partire dal prossimo luglio potrà infatti sfruttare i vantaggi che le deriveranno dal Trattato di Libero Commercio Continentale Africano, un documento che stabilisce la creazione di un'area di libero scambio tra i Paesi africani, e che è stato firmato da tutti i Paesi del continente, Eritrea esclusa. Dall'estate dell'anno prossimo Mara potrebbe essere già in grado di rivolgersi a un mercato da più di un miliardo di persone.