Nelle scorse ore il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l'arrivo imminente online di un sito realizzato da Google per indirizzare i cittadini statunitensi alla clinica o al luogo più vicino dove ottenere un tampone di diagnosi per il coronavirus. In realtà ad occuparsi del portale è stata una delle aziende sorelle di Google, Verily, che peraltro aveva intenzione di dedicare la sua soluzione solamente agli operatori del settore sanitario. Dopo l'annuncio di Trump, il sito è però finito ugualmente online in queste ore ed è consultabile da tutti: si può raggiungere a questo indirizzo ma per il momento non funziona ancora come dovrebbe.

Al momento infatti la pagina propone un semplice questionario, superato il quale risponde agli utenti che "non è possibile fissare ulteriori appuntamenti" per ottenere una diagnosi. Chi ha avuto modo di avanzare con la procedura però ne ha descritto sui social le prime fasi, che consistono in un semplice questionario. Il sito chiede se si è stati a contatto stretto con un caso confermato di Covid-19 negli ultimi 14 giorni, se sono stati effettuati viaggi in una delle zone più a rischio, se si hanno più di 60 anni, se si lavora in una struttura appartenente al settore sanitario, quali sintomi riconducibili a un'infezione da SARS-CoV-2 si manifestano e se si è affetti da condizioni di salute preesistenti.

Terminato il questionario il sistema dovrebbe determinare se l'utente in questione è a rischio e in caso affermativo indirizzarlo alla clinica specializzata più vicina dove viene effettuato il tampone. Il test viene poi eseguito in laboratorio dai tecnici della clinica e l'utente viene notificato del risultato attraverso il portale. In tutto ciò non mancano però dubbi legati alla privacy. Verily afferma che i dati inviati al sito (le risposte al questionario, così come i risultati dei test) sono conservati in una banca dati protetta da crittografia e gestiti secondo le leggi federali e statali in vigore negli USA. Per firmare il modulo di autorizzazione alla gestione dei dati inoltre occorre autenticarsi al sistema utilizzando il proprio account Google, anche se Verily assicura che i dati medici non verranno legati a quelli delle identità su Google, a meno che gli utenti non offrano il loro consenso.

Per il momento però la scelta di affidare o meno i propri dati al servizio interesserà soltanto una minoranza di persone. La capacità massima del sito è stata già raggiunta, e in ogni caso al momento le uniche aree geografiche interessate sono quelle della zona di San Francisco: prima che il portale si renda disponibile a tutti i cittadini statunitensi che lo richiedono passerà del tempo.