Con l'apertura dei confini nazionali è diventato finalmente possibile recarsi di nuovo all'estero, anche se il rischio di contagi da coronavirus non è ancora nullo — sia nel nostro Paese che nel resto del mondo. Per questo motivo l'Italia, insieme agli altri Paesi dell'Unione Europea, ha stretto un accordo per far funzionare la sua app Immuni anche all'estero, e per rendere il suo sistema compatibile anche con le app omologhe volute dagli altri governi.

Come funzionerà Immuni con le altre app

Se un italiano verrà a contatto con un positivo a Covid-19 all'estero sarà dunque avvisato, a patto che quest'ultimo abbia installato sul suo smartphone un'app compatibile con Immuni. L'avviso partirà anche nel caso di contatto con un turista positivo sul nostro suolo nazionale, e ovviamente lo stesso vale per i cittadini degli altri Paesi in potenziale contatto con nuovi positivi di nazionalità italiana. Di fatto il sistema funzionerà come se tutti i cittadini con app compatibili stessero utilizzando Immuni.

I Paesi già in regola

Purtroppo occorre precisare la soluzione ideata non varrà sull'intero territorio dell'Unione. Le linee guida che stabiliscono i criteri di compatibilità tra le app prevedono che queste utilizzino il modello di segnalazione decentralizzato (quello basato sugli aggiornamenti di Android e iOS rilasciati da Google e Apple a maggio) che l'Italia è stata tra i primi Paesi ad adottare. Ad avervi aderito insieme al nostro Paese, per il momento ci sono solo Belgio e Germania, ma non ad esempio la Francia né la Norvegia che utilizzano un modello centralizzato. Gli altri governi ancora non hanno fatto realizzare un'app per il tracciamento.

Ora tocca ai governi

Si tratta comunque di un primo passo. L'accordo è stato appena raggiunto e non è ancora operativo, ma la speranza è che il roaming tra queste soluzioni venga attivato in tempo per la stagione turistica o alla peggio per l'ipotetica seconda ondata prevista per l'autunno. La stessa app Immuni del resto è stata attivata definitivamente soltanto lunedì, mentre il debutto degli altri software è ancora più recente. Le app compatibili e già esistenti avranno bisogno di aggiornamenti che permettano loro di funzionare anche dall'estero (Immuni su iOS ad esempio per ora ha dei problemi in questo senso), ma si tratta di modifiche facili da apportare. Gli altri governi invece che non hanno ancora preso decisioni definitive al riguardo o non hanno portato ancora a termine i lavori di sviluppo hanno ora un incentivo per puntare con decisione in tale direzione.