Da giorni gli indicatori di utilizzo dell'app Immuni, che da poche settimane i gestori dell'app hanno messo a disposizione sul suo sito, sembrano tutti in crescita. Dell'impennata di download ormai si parla da settimane, ma più di recente in riferimento all'app vengono pubblicati stabilmente anche il numero delle notifiche di esposizione generate dal sistema e la percentuale degli utenti che hanno scaricato l'app rispetto al totale della popolazione della varie regioni.

Il dato più significativo dei tre è probabilmente quello relativo alle notifiche di esposizione inviate, che in una settimana è quasi raddoppiato: si è passati dalle 19.485 registrate in totale fino al 21 ottobre alle 36.231 di lunedì 26. Il numero si riferisce al totale degli smartphone che cumulativamente hanno finora ricevuto dall'app una segnalazione di contatto con un nuovo positivo, e indica indirettamente sia che il contagio si sta diffondendo più velocemente, ma anche che il tracciamento digitale si sta facendo più efficiente.

I nuovi risultati potrebbero essere una conseguenza dell'ultimo DPCM che obbliga gli operatori sanitari a inserire i codici di attivazione del sistema di segnalazione nel momento in cui vengono comunicati loro dai nuovi positivi; per conoscere l'efficacia della piattaforma manca comunque un dato fondamentale: il numero degli utenti che dopo aver installato l'app l'hanno mantenuta sul proprio telefono e la stanno ancora utilizzando. I numeri ufficiali forniti sul sito di Immuni si riferiscono infatti ai soli download e non contano eventuali disinstallazioni; la seconda e più significativa metrica viene invece omessa, anche dopo richieste ufficiali come quella proveniente dalla testata Wired.

Nel frattempo il tracciamento dei contagi via smartphone si sta scontrando con una criticità esterna al software realizzato da Bending Spoons: la capacità di eseguire tamponi tempestivi sui sospetti positivi, che in diverse aree del territorio nazionale è ormai in sofferenza.