Le app di fotografia sono sempre più utilizzate, basti pensare al grande successo di Instagram ma anche a Facebook e Snapchat dove la componente visual la fa da padrone. Ogni contenuto, prima di venir caricato in Rete su queste piattaforme social, viene modificato attraverso l'utilizzo di filtri ed altre funzionalità in grado di migliorare le foto. In futuro queste tecnologie potrebbero migliorare ulteriormente grazie ad alcuni studi che un gruppo di scienziati sta effettuando all'interno dell'università di Waterloo, in Ontario, Canada.

Come spiegato dal docente di computer science Dan Vogel: "I selfie sono ormai diventati un modo normale per le persone per esprimere se stesse e le proprie esperienze ma non tutti sono uguali e al contrario di altri programmi che migliorano una foto dopo che è stata realizzata il nostro interviene prima. Fornendo direzioni, cioè spiegando all’utente come il suo scatto potrà riuscire più bello". E così ecco che presto verrà realizzata questa applicazione per smartphone in grado di aiutare l’utente a realizzare il "selfie perfetto". Attraverso un algoritmo l'utente sarà guidato con una serie di informazioni a schermo per trovare la migliore posizione e inquadratura per ottenere il massimo risultato dallo scatto.

Per ottenere questo risultato il team di ricercatori guidato da Vogel ha scansionato una serie di volti per ottenere una sorta di "profilo medio" per poi offrire al software alcuni parametri utili a comprendere le caratteristiche migliori per ottenere un autoscatto di qualità: dalla direzione della luce alla posizione del corpo. Dai primi risultati ottenuti da un gruppo di volontari che ha avuto modo di testare l'app sembrerebbe che il software in questione è in grado di incrementare del 26% la gradevolezza dei selfie.

Su un servizio analogo sta lavorando anche Google che in collaborazione con il Mit di Boston sta realizzando un'applicazione in grado di ritoccare le foto con le stesse abilità di un fotografo professionista in modo del tutto quasi automatico, così come spiegato dal senior research scientist di Google Research Jonathan Barron: "Questa tecnologia ha il potenziale per essere molto utile nel miglioramento delle immagini in tempo reale su smartphone e tablet sfruttando il machine learning per la fotografia computazionale ed apre un’entusiasmante prospettiva che al momento è limitata dalle possibilità dei dispositivi mobile. Questa ricerca contribuisce invece a superare in parte questi ostacoli e a introdurre sui dispositivi esperienze fotografiche senza consumare troppa batteria o impiegare troppo tempo". Non ci resta dunque che aspettare gli sviluppi di questi studi per comprendere come evolverà il mercato delle app di fotografia dove a quanto pare vedremo sempre più "foto perfette".