Tra gli aspetti della vita quotidiana sconvolti dall'epidemia di coronavirus che si è originata in Cina c'è anche quello dell'educazione scolastica e universitaria. Le misure di contenimento del contagio messe in atto dal governo cinese comprendono anche la chiusura di scuole e università per evitare che gli studenti si trovino concentrati in un unico luogo, dove un eventuale singolo ragazzo malato potrebbe contagiare chiunque sia nelle vicinanze. Gli studenti esonerati dalla frequenza però non staranno con le mani in mano in attesa che l'epidemia faccia il suo corso, ma frequenteranno lezioni e corsi online che sono iniziati proprio nella giornata di lunedì.

Le lezioni nel Paese sarebbero dovute riprendere questa settimana in conclusione di una sessione di vacanze (quelle relative ai festeggiamenti per il nuovo anno cinese) prolungata proprio per ritardare il più possibile la circolazione di persone e merci che potrebbe favorire il diffondersi del coronavirus. Molte delle scuole e delle università coinvolte nelle misure di quarantena imposte dal governo sono però rimaste chiuse, delegando a un programma di insegnamento via Internet il compito di tenere lezioni suppletive che gli studenti dovranno seguire in autonomia da casa in attesa della ripresa del semestre scolastico vero e proprio.

Per tutti gli interessati il procedimento è simile: si tratta di collegarsi a un portale allestito dall'istituto sul quale è possibile scaricare o visualizzare in streaming le lezioni e i materiali relativi al programma, ma anche ricevere compiti e comunicare in videoconferenza con compagni e insegnanti. Le modalità di accesso alle lezioni però cambiano da scuola a scuola, con differenze significative a seconda del livello di insegnamento proposto. Per gli studenti di livello universitario che sanno già come rapportarsi con lezioni e materiali di studio online ad esempio si tratterà di seguire corsi ed argomenti in modo simile a quanto avrebbero fatto dal vivo, mentre agli alunni più giovani lo sforzo richiesto sarà minore, fino ad arrivare alle scuole elementari che seguiranno un programma educativo trasmesso attraverso i canali televisivi.