Man mano che gli smartphone e i dispositivi elettronici si fanno più potenti e compatti la temperatura sviluppano loro malgrado al loro interno aumenta, soprattutto se non sono progettati come si deve. Già oggi i produttori si ingegnano con sistemi di raffreddamento particolarmente ingegnosi, ma per il futuro alcuni ricercatori stanno lavorando su un rivestimento metallico capace di dissipare il calore sviluppato nei dispositivi rilasciando acqua e vapore acqueo, in modo simile a quanto accade nel meccanismo che regola il sudore in alcuni mammiferi.

Accade in Cina, dove i ricercatori hanno innanzitutto cercato un materiale che facesse al caso loro – ovvero che fosse resistente ma allo stesso tempo poroso e capace di assorbire l'umidità ambientale. La scelta è caduta su una particolare tipologia di reticolo metallorganico, il MIL-101(Cr), selezionato perché sensibile ai cambiamenti di temperatura. Il rivestimento realizzato è risultato capace di conservare l'umidità depositatavi per poi rilasciarla sotto forma di acqua o vapore acqueo quando riscaldato a sufficienza.

Il processo in realtà non è del tutto identico a quanto avviene nella sudorazione degli esseri umani. Nel nostro caso l'acqua che evapora tenendo sotto controllo la temperatura corporea viene secreta da ghiandole apposite che le prelevano dall'organismo per lasciarla brevemente depositata sulla cute; il rivestimento metallico realizzato dai ricercatori cinesi si limita invece a catturare l'umidità presente nell'atmosfera e a utilizzare quest'ultima. Il risultato ottenuto però è dello stesso tipo: l'acqua accumulata sulla superficie dissipa il calore generato al di sotto in modo decisamente efficiente. Per dimostrarlo i ricercatori hanno applicato una fonte di calore identica a due fogli di alluminio da 16 centimetri quadrati con e senza rivestimento: quella rimasta intatta ha raggiunto la temperatura di 60 gradi centigradi in 5 minuti, mentre quella trattata con appena mezzo millimetro di materiale ne ha impiegati quasi 20.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Joule, ma è ancora presto perché la soluzione escogitata si trasformi in qualcosa di effettivamente utilizzabile su larga scala. Questo tipo di rivestimento è ancora costoso e le sue applicazioni andranno studiate attentamente: da una parte apparecchi industriali e processori per server e workstation potrebbero effettivamente beneficiarvi; d'altro canto invece non è chiaro quanto successo potrebbe mai avere sul mercato avere un telefono che si mette a sudare per rimanere a temperatura ambiente.