A partire dai prossimi giorni inviare messaggi d'odio privati su Instagram potrebbe portare a conseguenze gravi. Il social network ha annunciato in queste ore l'arrivo di nuove misure di sicurezza dedicate proprio alla messaggistica privata interna all'app: il sistema di difesa prenderà di mira tutti coloro che inviano ripetutamente insulti e minacce tramite i messaggi privati, sospendendo il loro account a tempo indeterminato.

Le conseguenze delle violazioni

L'annuncio è arrivato dall'azienda tramite il suo blog e dopo una serie di episodi di violenze subite da alcuni calciatori nel Regno Unito, fatti oggetto di insulti a sfondo razziale. Il sistema non utilizzerà gli strumenti di intelligenza artificiale che al momento vengono utilizzati per rilevare in automatico questi contenuti tra i commenti pubblici, motivo per cui è probabile che i messaggi che violano le regole andranno segnalati manualmente.

Se i moderatori verificheranno la presenza di una violazione, impediranno al mittente di inviare nuovi messaggi per alcuni giorni; dopo la prima violazione la piattaforma potrà decidere di sospendere il profilo. Gli sviluppatori adotteranno misure specifiche per impedire agli utenti bloccati di creare nuovi account al solo scopo di continuare a inviare insulti e minacce.

La trasformazione di Instagram

Negli ultimi anni Instagram è cambiato parecchio. Fino a poco tempo fa in effetti il social poteva considerarsi più al riparo da messaggi d'odio rispetto ad altri, ma oggi l'app non ospita più solamente foto artistiche degli utenti: tra le sue pagine figurano conversazioni, dichiarazioni, prese di posizione, storie e formati di video multipli — il tutto proveniente da profili di ogni genere, compresi artisti, influencer e personaggi famosi. La transizione da social fotografico a piattaforma di discussione, conversazione e ora shopping è valsa molto ai gestori in termini economici: il rovescio della medaglia sono problemi come questo, che se non affrontati di petto rischiano di rendere Instagram sempre più simile a Facebook.