La proliferazione di disinformazione e fake news sui social è diventata uno dei problemi prioritari di queste piattaforme e delle centinaia di milioni di utenti che le usano; eppure, per quanto le multiazionali che le gestiscono si sforzino di rimediare ai danni creati dalle loro app, queste continuano a produrre effetti tossici sul dibattito e la convivenza civile. Stando all'ultimo allarme lanciato dai ricercatori del Center for Countering Digital Hate, gli algoritmi di Instagram hanno diffuso negli ultimi mesi bufale e fake news sulle elezioni statunitensi, su Covid-19 e sui vaccini contro il coronavirus posizionando contenuti di disinformazione tra i post consigliati ad alcuni utenti.

Lo studio dei ricercatori

In realtà sono mesi ormai che il gruppo Facebook sottolinea gli sforzi che fa nel contrasto alla disinformazione sui suoi siti. Quel che denunciano i ricercatori è un sistema di funzionamento degli algoritmi che consigliano agli utenti contenuti simili a quelli che hanno già visto, che si scontra — prevalendo — con i sistemi di lotta alle fake news.  Gli studiosi hanno creato ad hoc alcuni profili interessati a visioni controverse sul tema di elezioni USA, vaccini e Covid — tre temi sui quali la disinformazione negli ultimi mesi è stata rampante. A questi finti utenti, nel periodo tra settembre e novembre 2020 Instagram ha consigliato per almeno una volta a settimana contenuti che la multinazionale lotta pubblicamente per estirpare.

Fake news tra i post suggeriti

Tra le sezioni dove sono comparsi questi contenuti ci sono la sezione Esplora e i Post suggeriti. Questi ultimi in particolare sono pensati appositamente per mantenere le persone su Instagram anche quando hanno finito di scorrere tra gli ultimi contenuti provenienti dai loro contatti. La sezione si innesta appositamente nel medesimo flusso verticale della schermata principale, proprio per indurre gli utenti a proseguire con una attività ipnotica senza la rottura di un flusso che potrebbe portarli a chiudere l'app. Per questo motivo i ricercatori giudicano particolarmente preoccupante che alcune notizie fuorvianti si trovino a occupare proprio quelle caselle.

L'effetto tossico

La tesi dei ricercatori è la seguente: se proporre fake news e disinformazione nella sezione Esplora mantiene gli utenti nell'app (e porta dunque un guadagno al gruppo) facendo leva su componenti psicologiche come rabbia e indignazione, mostrarle addirittura nei Post suggeriti le spaccia come materiale fidato. Nella migliore delle ipotesi, gli utenti pensano che il materiale provenga da account simili a quelli che già seguono, e dunque sia presumibilmente degno di fiducia; nella peggiore, non si accorgono neppure della differenza perché ormai abituati a ignorare l'avviso "Non hai altro da vedere" che scorre velocemente nella lista dei nuovi contenuti offerti da Instagram.