Stop alle immagini che ritraggono atti di autolesionismo: è la svolta di Instagram annunciata settimana scorsa alla BBC dal numero uno della piattaforma, Adam Mosseri. A partire da oggi il social network di proprietà di Facebook si adopererà per rimuovere con più zelo dai suoi server tutte le foto e le clip video potenzialmente allarmanti in questo senso; la mossa è una conseguenza diretta della tragica vicenda del suicidio, nel 2017, della quattordicenne Molly Russel, la quale secondo il padre ha deciso di togliersi la vita dopo essere entrata in un tunnel di contenuti a sfondo autolesionistico proposto proprio dal social network.

Come ha ammesso Mosseri alla BBC, su Instagram i contenuti legati a suicidio e autolesionismo finora erano ammessi perché potenzialmente in grado di funzionare da valvola di sfogo per chi li pubblicava, mentre rimanevano banditi immagini e video che promuovessero queste attività; a partire dai prossimi giorni verrà invece messa in atto una politica più restrittiva su tutti i contenuti che rappresentano immagini simili.

Oltre a criteri diversi per le rimozioni (che ad oggi devono comunque essere richieste attraverso segnalazioni umane) il sito sta lavorando anche a un sistema in grado di riconoscere in automatico la tipologia di contenuti da bandire; prima di arrivare a questo livello di sofisticazione però gli algoritmi del gruppo dovranno ancora essere perfezionati. Rimarranno al loro posto le foto relative a storie passate di sopravvivenza che possono essere di ispirazione ai seguaci di chi le pubblica; queste ultime però non saranno indicizzabili attraverso hashtag né proposte all'interno della scheda esplora.

Ad aver proposto a Molly Russel una galleria di immagini a senso unico in effetti non è stato un bug dell'applicazione, bensì gli algoritmi con i quali il social network è programmato. La sezione dedicata alla scoperta di nuovi contenuti utilizza infatti i like distribuiti in passato per tentare di indovinare cosa interessi ai singoli utenti — proponendo ad esempio nuove foto di cibo agli amanti del food blogging e nuove strisce comiche a chi apprezza i fumetti. Il caso della quattordicenne scomparsa due anni fa è un tragico esempio delle potenzialità dello stesso sistema, al quale si spera Instagram saprà presto mettere un limite.