La piattaforma Irpileaks si propone come la nuova arma per il giornalismo d'inchiesta. Nata pochi mesi fa da un team tutto italiano e subito battezzata la "Wikileaks italiana", la piattaforma utilizza il browser Tor e il software libero Globaleaks creato dal Centro Studi Hermes per la Trasparenza e i Diritti Umani in Rete. Tecnicamente una piattaforma di whistleblowing. Il significato, insieme al funzionamento del sistema di segnalazione e all'attuale utilizzo della piattaforma da parte del giornalismo italiano lo chiarisce in esclusiva per noi Lorenzo Bodrero, reporter e board member IRPI. Segue il contenuto dell'intervista.

#1 – Cosa intendiamo per whistleblowing?

LB: "Purtroppo non esiste un termine italiano sufficientemente appropriato per “whistleblowing” e ciò da solo può spiegare la necessità nel nostro paese di una piattaforma del genere. Per noi il “whistleblowing” è l'invio di una segnalazione in merito ad attività o comportamenti illeciti da parte di persone o aziende, pubbliche e private. Il whistleblowing è generalmente fatto da persone “normali”, cittadini. Con il whistleblowing il cittadino diventa garante e guardiano del bene pubblico. E' una grossa responsabilità – per noi ma anche per il cittadino stesso – e la piattaforma IRPILEAKS che abbiamo creato elimina due ragioni che spesso disincentivano il cittadino a fare una segnalazione di questo tipo: il totale anonimato e la sicurezza sull'invio delle informazioni. Due presupposti fondamentali per un efficace whistleblowing, che siamo sicuri di garantire grazie all'utilizzo del browser Tor e del software libero Globaleaks".

#2- Come funziona Irpileaks? Chiunque può segnalarvi notizie? Come verificate l'attendibilità delle fonti e come garantite l'anonimato?

LB: "Sul nostro sito vi sono tutte le indicazioni necessarie per accedere alla piattaforma IRPILEAKS. Sì, chiunque può inviarci una segnalazione. Siamo ben coscienti del fatto che può accadere che una segnalazione venga fatta non solo per denunciare un illecito ma anche per recare danno a terzi, o per sfogare qualche frustrazione personale che pero’ noi non possiamo risolvere. E' un rischio che conosciamo e per questo motivo – oltre che a necessità prettamente giornalistiche sulla verifica delle informazioni – valuteremo con calma e attenzione quelle segnalazioni che reputiamo importanti. Soltanto quelle che saremo in grado di confermare e che valuteremo genuine vedranno la luce. Un aspetto importante, però, è che non pubblicheremo le segnalazioni così come ci vengono inviate. Bensì fungeranno solo da fulcro di un’eventuale inchiesta che poi diverrà futura pubblicazione. In breve, la segnalazione sarà la base di partenza per un contenuto giornalistico, che sia un articolo o un inchiesta. L'anonimato è garantito dall'utilizzo del browser Tor. Se utilizzato come da istruzioni sul nostro sito, l'utente è al sicuro".

#3- Le notizie sono accessibili solo alla vostra rete di giornalisti d'inchiesta, un sistema chiuso quindi, o anche altri possono richiederne l'accesso? Come?

LB: "Se intendi notizie scaturite dall'invio di una segnalazione, allora certo la notizia o inchiesta sarà resa pubblica. Se invece intendi la segnalazione, naturalmente no. Le segnalazioni sono accessibili solo a IRPI".

#4- La macchina sta funzionando o riscontrate diffidenza?

LB: "Al momento non possiamo lamentarci. Il problema non sembra essere la diffidenza ma piuttosto il fatto che molte persone vorrebbero corpi di giustizia o super eroi che non esistono, e che ovviamente noi non possiamo sostituire. Andrebbe chiarito il più possibile che noi possiamo fare un lavoro solo e soltanto giornalistico, e che non siamo i salvatori di nessuno. Comunque sì, la macchina sta funzionando. I nostri leaker dovranno solo pazientare perchè le informazioni sono molte e il controllo delle stesse, per non parlare dello sviluppo delle inchieste, potrebbe richiedere mesi".

#5- Avete un sistema per cautelarvi da segnalazioni false opera di "sabotatori" o fanatici?

LB: "Sì, noi stessi e l'esperienza giornalistica che tutto il gruppo IRPI può mettere in campo. Prima di vedere la luce, le nostre inchieste sono inoltre passate al setaccio da Leo Sisti, il direttore esecutivo di IRPI. Sarà nostra responsabilità verificare da un lato la veridicità delle informazioni inviateci e dall'altro accertare che chi invia la segnalazione non sia mosso da ragioni diciamo “vendicative” o per recare un danno a qualcuno o qualcosa fine a se stesso. Inoltre, senza prove certe, l’inchiesta basata sul leak non parte".

#6- Che spazio avranno questi contenuti in Italia? Le testate ospiteranno poi le inchieste condotte tramite la fonte Irpileaks?

LB: "Questo dipenderà dalle testate stesse. Certamente non ci rivolgeremo solo alle testate italiane, i contenuti italiani, se rilevanti, potranno essere comunque pubblicati all’estero e rientrare in Italia dalla famosa “backdoor”, e poi ripubblicate e tradotte anche sul nostro sito web. Per il momento nessuna testata nazionale o internazionale ci ha contattato per avere delle esclusive".