Fin dal 2005 il portale di sottotitoli Italiansubs è stato un punto di riferimento per tanti cinefili e appassionati di serie televisive, mettendo a disposizione totalmente gratuita un team di traduttori che col tempo si è ingigantito contando fino a 500 persone. Mentre gli iscritti al sito hanno superato i 500mila utenti. Così ai margini delle normative sul copyright hanno fornito un servizio importante, permettendo di guardare in anticipo serie televisive disponibili solo all’estero o pellicole di nicchia che non erano riuscite a raggiungere il mercato italiano. Oggi il sito subisce però una battuta d’arresto. Gli autori annunciano con un comunicato nella homepage che non pubblicheranno più sottotitoli di opere di cui non dispongono dei diritti.

La direttiva sul copyright non c’entra

Si potrebbe pensare che la nuova politica di Italiansub sia una delle prime conseguenze della direttiva sul copyright, approvata recentemente dal Parlamento europeo, ma non avrebbe molto senso perché tale norma deve ancora essere discussa al Consiglio dell’Unione e dovrà poi essere recepita da ogni singolo Stato membro. Molto semplicemente sono cambiati i tempi rispetto a più di dieci anni fa, quando non esistevano servizi di streaming come Netflix e e i canali tv on demand non erano diffusi quanto oggi. Insomma, la tanto tollerata pirateria non sembra più molto popolare. Ed anche se i sottotitoli sono un servizio a parte è logico che fornirli in Rete incoraggi la diffusione di filmati scaricati indebitamente.

Italiansubs chiude?

Ma l’attività del sito non sembra essere cessata per sempre, come spiegano gli stessi autori nel loro annuncio:

Ribadiamo dunque che d'ora in poi sarà impossibile caricare, scaricare e condividere in generale sottotitoli in violazione delle norme poste a tutela del Diritto d'Autore. Per questo motivo e per darci modo di organizzarci internamente al meglio, tutto il forum resterà chiuso per una settimana, ad eccezione del thread di commento a questa news. Speriamo che possiate comprendere questa nostra esigenza.

Quel che leggiamo più che un requiem sembra un “arrivederci”, dopo una pausa di riflessione di una settimana, a partire dallo scorso 15 settembre. Tuttavia i toni non sembrano promettere bene. Infatti nel gestire questa fase di transizione gli autori hanno dovuto rivolgersi ad un legale, per far fronte a “segnalazioni di utilizzi impropri e illeciti da parte degli organi di controllo”. Così chiedono aiuto ai fan per far fronte alle spese legali. La nuova sfida passata la settimana di pausa sarà quella di riadattarsi, magari facendo leva sulla possibilità di far conoscere nuovi registi e autori che si affacciano nel mercato o che non riuscirebbero comunque a raggiungere la distribuzione italiana.