L'Ecuador ha concesso a Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, la cittadinanza. Lo ha annunciato l'Associated Press. Assange vive all'interno dell'ambasciata ecuadoriana di Londra dal 2012, quando è stato accusato di violenze sessuali da due donne e ha dovuto affrontare la minaccia di un'estradizione in Svezia. Il New York Times sottolinea anche come l'Ecuador abbia richiesto per Assange lo status diplomatico, ma il governo inglese ha rifiutato la richiesta. L'immunità diplomatica avrebbe concesso al fondatore di Wikileaks di uscire dall'ambasciata senza il rischio di essere arrestato.

Gli investigatori svedesi hanno annunciato l'interruzione delle indagini sulle accuse di violenza sessuale nel corso dello scorso anno, spiegando di non avere la possibilità di procedere ulteriormente finché Assange resta rinchiuso all'interno dell'ambasciata. L'accusa Marianne Ny, però, ha spiegato di voler riprendere immediatamente le indagini se l'uomo sceglierà di rendersi disponibile in futuro. I supporter di Assange hanno definito queste due vittime degli "honeypots", figure facenti parte di una cospirazione nazionale contro un uomo che nel 2010 ha pubblicato documenti segreti del governo degli Stati Uniti.

in foto: Julian Assange

Dopo cinque anni passati all'interno dell'ambasciata dell'Ecuador, il governo ecuadoriano sta lavorando per trovare un modo per far uscire Assange dall'edificio, un'eventualità che però non può avverarsi se non con la cooperazione del governo inglese. Lo scorso 9 gennaio il ministro degli Esteri ecuadoriano, Mari’a Fernanda Espinosa, aveva spiegato che il governo del suo paese stava cercando di ottenere l’aiuto di un paese terzo per risolvere la questione che, secondo la donna, è ormai diventata "insostenibile". "L’asilo di Assange è in grave pericolo" ha dichiarato l'ex presidente Rafael Correa, secondo il quale basterebbe "la minima pressione da parte degli Stati Uniti perché l’attuale governo e i suoi alleati prendano a calci Julian Assange e lo sbattano fuori dalla nostra ambasciata".