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I dati dell'ultima ricerca del Pew Research Center, condotta di 4.594 utenti americani, stanno sorprendendo molti, in special modo i dati che riguardano l'uso degli strumenti digitali e i bambini. Infatti una sezione importante della ricerca si concentra proprio su questo aspetto, rilevando che, ad oggi, l'81 percento dei genitori americani consente ai propri figli di guardare video su YouTube. Dati che hanno stimolato una discussione tra esperti in Italia e si registra anche l'intervento di Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria (Sip), il quale ha dichiarato che "l'uso di smartphone e Internet non va demonizzato, ma porre dei limiti all'utilizzo è fondamentale.".

In Italia, il quadro che viene fuori relativamente all'uso degli strumenti digitali da parte dei più piccoli ha tonalità molto simili a quelle che si riscontrano negli Usa. Se negli Usa il 92% dei piccoli inizia ad usare i dispositivi digitali già nel primo anno di vita e all'età di due anni li utilizza giornalmente, nel nostro paese 8 bimbi su 10, tra 3 e 5 anni, sanno usare il cellulare dei genitori, e i genitori sono spesso troppo permissivi dal momento che il 30% dei genitori usa lo smartphone per distrarli o calmarli già durante il primo anno di vita, il 70% al secondo anno. Atteggiamenti questi che la Società italiana di pediatria (Sip) reputa "errati".

"L'uso di smartphone e Internet non va demonizzato", sostiene il presidente della Sip, Alberto villani, "ma porre dei limiti all'utilizzo è fondamentale. Anche in Italia, infatti, si riscontra un uso eccessivo dei più piccoli di cellulari e tablet, con picchi di utilizzo anche di 8-10 ore al giorno". Eccessi che possono determinare danni seri, sia sul versante psicologico e comportamentale sia dal punto di vista fisico: "Un eccessivo tempo di ‘connessione' – avverte Villani – può infatti causare svariati danni, dai problemi del comportamento e apprendimento ad una riduzione della sfera immaginativa del bambino; ma vari sono anche i danni fisici, con il rischio di problemi alla vista, all'udito, al ritmo del sonno, fino all'eccesso di sedentarietà collegato all'obesità".

Inoltre, avverte Villani, "i genitori spesso non sono consapevoli dei rischi per la salute psicofisica di un utilizzo precoce dei dispositivi digitali: se ne parla ancora troppo poco e solo il 29% dei genitori chiede consiglio ai pediatri".

Infine, la Sip propone un piccolo decalogo da seguire in un documento ufficiale sull'uso dei vari dispositivi, come smartphone, tablet, pc e console, nei bambini da 0 a 8 anni di età: no a smartphone e tablet prima dei due anni, durante i pasti e prima di andare a dormire; limitare l'uso a massimo 1 ora al giorno nei bambini di età compresa tra i 2 e i 5 anni e al massimo 2 ore al giorno per quelli di età compresa tra i 5 e gli 8 anni; si sconsigliano inoltre programmi con contenuti violenti e soprattutto l'uso di telefonini e tablet per calmare o distrarre i bambini. ‘No', dunque, conclude Villani, "al cellulare ‘pacificatore', per tenera e bada i piccoli. Si, invece, all'utilizzo di applicazioni di qualità da usare insieme ai genitori".