La Banca d'Italia interviene nuovamente per invitare le banche a non comprare le "valute virtuali" e cioè o Bitcoin. In una comunicazione la Banca d'Italia si allinea al parere emesso dalla Autorità Bancaria Europea (European Banking Authority, EBA) che ha individuato diversi rischi " derivanti dall'utilizzo o dalla detenzione" dei Bitcoin. Alcuni rischi possono essere perdite o furti di Bitocoin, fallimento di piattaforme di scambio (il caso Mt. Gox è da ricordare), o attività di riciclaggio, e altre situazioni criminali.

La Banca d'Italia invita dunque le banche a "valutare con attenzione i rischi indicati dall'Eba e a considerare che in assenza di adeguati presidi e di un quadro legale certo circa la natura giuridica delle valute virtuali, quei rischi possono esporre a perdite e inficiare, di conseguenza, la consistenza del patrimonio di vigilanza e la stabilità stessa degli intermediari". Da via Nazionale avvertono anche che lo schema con cui funziona il meccanismo delle valute virtuali è comunque capace di violare le norme vigenti ed è quindi penalmente sanzionabile.

Nonostante le transazioni siano più semplici l'EBA avverte che i benefici derivanti sono comunque inferiori ai rischi che ne derivano dall'utilizzo, individuano oltre 70 profili di rischi collegati alle monete elettroniche.

Ma la posizione di Bankitalia non sembra sorprendere le associazioni che diffondono l'uso dei pagamenti digitali. E sull'avvertimento interviene Geronimo Emili, presidente dell'associazione CashlessWay, che sostiene che la posizione di via Nazionale "può apparire come un duro colpo al Bitcoin, ma si tratta di una posizione obbligata. Ci auguriamo che il dibattito da organi di vigilanza e legislatore aumenti al fine di identificare quelle regole in grado di rendere il Bitcoin affidabile e sicuro per il mercato".

I Bitcoin nascono nel 2009 da Satoshi Nakamoto, uno pseudonimo usato da quelli che molti considerano essere il padre di queste valute virtuali. Le transazioni dei Bitcoin hanno toccato anche punte da 1.000 dollari, ma di recente il cambio è sceso notevolmente, Il valore della stessa moneta non è quantificato da alcuna banca, ma è la risultate della fiducia tra investitori. Ed la stessa struttura perr-to-peer, insieme all'assenza di un organo centrale, a impedire a qualsiasi autorità di manipolarne il valore.

Ma c'è ancora chi ha fiducia nei Bitcoin come le banche che hanno investito 74 milioni di dollari in Coinbase, la startup fondata da Brian Armstrong e Fred Ehrsam, finanziata da Bbva e da Usaa Bank, che punta a creare il primo exchange con licenza. Anche i gemelli Cameron e Tyler Winklevoss, gli storici nemici di Mark Zuckerberg (quelli che lo accusavano di avergli rubato l'idea di Facebook), stanno lavorando ad un progetto simile, ossia un "Nasdaq dei Bitcoin", una piattaforma di scambio regolamentata per la valuta virtuale.