La pandemia di coronavirus ha impoverito individui, famiglie, imprese ed interi Paesi, ma per alcuni è stata invece fonte di affari senza precedenti. È il caso di Jeff Bezos, il numero uno di Amazon, che secondo il Bloomberg Billionaires Index ha guadagnato ben 35 miliardi di dollari nei soli primi sei mesi dell'anno, arrivando a un patrimonio totale stimato di 150 miliardi di dollari.

Non è difficile immaginare a cosa sia dovuto l'improvviso accumulo di fortuna simile. Oltre a essere il fondatore di Amazon, Bezos ne è rimasto anche il maggiore azionista; il colosso dell'ecommerce dal canto suo è stato tra le pochissime aziende che nel corso della crisi Covid-19 ha visto i suoi guadagni crescere: con mezzo pianeta chiuso in casa e le attività commerciali interrotte, le consegne a domicilio delle quali Amazon è specialista sono diventate uno dei servizi più richiesti.

Azioni alle stelle

Il gruppo ha confermato la tesi nella sua ultima chiamata con gli investitori, che peraltro si riferiva solamente al primo trimestre e comprendeva dunque solo il mese di marzo, ovvero l'inizio della fase di lockdown. Nelle settimane successive il gruppo ha dovuto assumere decine di migliaia di lavoratori in più per far fronte all'accresciuta domanda di utenti e clienti in isolamento; le azioni del gruppo, che nella prima metà di marzo valevano 1.670 dollari, in questi giorni hanno superato quota 2.500. L'aumento del valore delle azioni si è riflettuto poi sul patrimonio degli azionisti, tra i quali appunto il fondatore del gruppo.

Riflettori puntati

In realtà non è la prima volta che il patrimonio di Bezos arriva a livelli simili: era già accaduto nel 2018, ma poco più di un anno dopo il divorzio con la moglie era costato al magnate parecchi miliardi, riportandolo al di sotto della fatidica soglia. L'aver guadagnato personalmente 35 miliardi in poche settimane non potrà però che accendere ancora di più i riflettori su Bezos e sul suo impero: le ultime accuse rivolte al gruppo arrivano da alcuni dipendenti secondo i quali le pratiche in vigore all'interno dell'azienda li avrebbero esposti a un maggiore rischio di contrarre Covid-19. Altri denunciano invece la perdita di un bonus di 2 dollari l'ora in busta paga, che era stato corrisposto ai lavoratori durante la fase critica della pandemia e ora revocato.