È un diamante a costituire la radio più piccola del mondo realizzata dalla Scuola di ingegneria e scienze applicate di Harvard come parte di uno studio pubblicato sulla rivista Physical Review Applied. Piccola, ma estremamente resistente; è questo il punto forte della soluzione, che in futuro potrebbe essere utilizzata per comunicare con le sonde spaziali o per gestire i pacemaker. Il cuore del dispositivo è costituito da un diamante caratterizzato da piccole imperfezioni grandi quanto due atomi: sono questi elementi a poter "sentire" le onde radio, emettendo luce una volta colpiti.

Grazie a questa abilità e attraverso un convertitore, la radio è poi in grado di trasformare i segnali luminosi prodotti dal diamante in corrente elettrica e, di conseguenza, in suoni riproducibili da normali casse. Insomma, il funzionamento non è poi così differente da quello che caratterizza le radio normali che tutti abbiamo in casa, ma la soluzione proposta dai ricercatori di Harvard si avvale di componenti piccolissime e resistenti, elemento fondamentale quando si tratta di inviare segnali radio ad apparecchi piccoli, irraggiungibili o molto lontani, come appunto sonde e pacemaker.

Il funzionamento dell'apparecchio è stato dimostrato dai ricercatori attraverso un video pubblicato sul canale YouTube di Harvard. "Il suono che sentite proviene dal ricevitore radio più piccolo del mondo" spiega il filmato. "È realizzato dalle imperfezioni di un cristalli di diamante, imperfezioni che sono grandi quanto due atomi". L'approccio è lo stesso seguito da alcuni ricercatori italiani per realizzare computer quantistici estremamente performanti. In entrambi i casi si sfruttano le particolari imperfezioni dei diamanti per raggiungere un obiettivo altrimenti impensabile, sia esso la comunicazione dalla distanza o l'aumento esponenziale della velocità di calcolo.