3 Maggio 2016
18:05

La rete WiFi si chiama “detonatore”: panico sul volo della Qantas

Un volo della Qantas è stato ritardato per più di due ore a causa del nome di una rete WiFi. Secondo il The West Australian, un passeggero del volo QF481 avrebbe infatti individuato, tra le reti WiFi disponibili, una connessione dal nome “Dispositivo di detonazione remoto”.
A cura di Marco Paretti

Un volo della Qantas è stato ritardato per più di due ore a causa del nome di una rete WiFi. Secondo il The West Australian, un passeggero del volo QF481 avrebbe individuato, tra le reti WiFi disponibili, una connessione dal nome "Dispositivo di detonazione remoto", avvisando di conseguenza lo staff dell'aereo. Il capitano ha subito spiegato che la fonte della connessione andava trovata prima di poter procedere con il volo. Nonostante le ricerche da parte del team di sicurezza, non è stato possibile individuare l'origine del segnale né trovare la sua posizione all'interno dell'aeromobile.

"All'altoparlante il capitano ha detto che c'era un dispositivo con un nome sospetto sull'aereo" ha spiegato un passeggero. "E che il volo non sarebbe partito fino a quando il device non fosse stato nelle sue mani". A quanto pare il nome della connessione è apparso all'interno del sistema di intrattenimento dell'aereo ed è stato notato da uno dei passeggeri, ma probabilmente apparteneva ad un dispositivo collocato all'interno del terminal e non sull'aeromobile. "Dopo mezz'ora dall'annuncio nessuno si era ancora fatto avanti" ha spiegato un altro passeggero.

L'aereo è rimasto fermo a Melbourne per oltre due ore, per poi ricevere l'autorizzazione a partire dal team di sicurezza. Il volo della Qantas è atterrato a Perth senza particolari problematiche. "Non hanno trovato nessun tipo di rischio per la sicurezza del velivolo" ha spiegato un portavoce della compagnia aerea. Alcuni passeggeri, però, hanno deciso di non partire comunque e di lasciare l'aereo prima del decollo, fattore che ha portato ad un ulteriore ritardo della partenza. Il dispositivo responsabile del falso allarme non è stato in seguito individuato né all'interno dei veicolo né nel terminal dell'aeroporto di Melbourne, elemento che ha fatto pensare ad uno scherzo di cattivo gusto.

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