Alcuni gruppi legati alla Russia hanno utilizzato i social network per influenzare le elezioni europee. Lo rivela un nuovo documento della Commissione Europea rilasciato oggi, ad un mese di distanza dalle elezioni europee 2019. Il rapporto rappresenta un aggiornamento sulla continua battaglia contro la disinformazione e rivela alcuni progressi effettuati nell'individuazione delle campagne malevole, con piani pensati per contrastare la disinformazione attraverso l'utilizzo di speciali task force e tavoli di lavoro aperti con le aziende tecnologiche. Nonostante questo, però, i tentativi di influenzare le elezioni europee sono stati numerosi.

Secondo la Commissione, sono presenti prove relative a un'attività di disinformazione continuativa da parte dei gruppi russi che aveva l'obiettivo di spingere gli utenti europei a non andare a votare o di influenzare le loro preferenze di voto. Queste attività ruotavano spesso attorno alla denigrazione della legittimità democratica dell'UE e ad alcuni argomenti controversi come l'immigrazione, con campagne che hanno utilizzato immagini della cattedrale di Notre Dame in fiamme come esempio "del supposto declino dei valori occidentali e cristiani nell'Unione Europea".

Nel documento pubblicato dalla Commissione UE si legge inoltre che i casi di disinformazione legati alla Russia sono raddoppiati tra il 2018 e il 2019, passando dai 430 nel gennaio dello scorso anno ai circa 1.000 di quest'anno. "Altre realtà oltre alla Russia hanno operato in queste campagne" ha spiegato l'UE. "Più di 600 gruppi e pagine Facebook operative in Italia, Francia, Germania Regno Unito, Polonia e Spagna hanno diffuso disinformazione e messaggi d'odio o hanno utilizzato profili falsi per diffondere i contenuti dei partiti che sopportavano. Queste pagine hanno generato 763 milioni di visualizzazioni".