La Stazione Spaziale Internazionale è piena di floppy disk. Non che ne sia proprio invasa, ma recentemente l’astronauta Alexander Gerst ha trovato a bordo una collezione di floppy nascosta in uno degli armadietti della Stazione, commentando su Twitter che l’astuccio in cui si trovavano “probabilmente non è stato aperto per un po’”.

Un modo vintage di festeggiare la ISS

Non male come sorpresa a pochi giorni dal ventesimo anniversario del lancio del primo modulo della ISS il 20 novembre 1998. I floppy trovati da Gerst probabilmente risalgono a qualche anno più tardi, quando nel 2000 gli astronauti William Shepherd e Sergei Krikalev svolgevano la prima missione umana a bordo della Stazione, la Expedition 1. Così anche gli astronauti dopo così tanti anni si troveranno presto a dover fare le “pulizie di primavera”, come succede anche nelle nostre case quando torniamo a dare un’occhiata in soffitta.

Da supporto fisico a icona dei salvataggi

É quasi commovente vedere tra i floppy quello delle utilities di Norton per Windows 95/98, oltre ad altri etichettati come "Crew Personal Support Data Disk". Quasi dei pezzi da museo. In fondo 20 anni non sono tantissimi, eppure oggi molti ragazzi nel vedere l’immagine di un floppy sanno semplicemente associarla all’icona del salvataggio, come testimoniato da Bill Gross in un tweet, dove racconta che uno dei suoi alunni avrebbe esclamato “hai stampato in 3D l’icona ‘save’ “, questo rimane alle nuove generazioni del supporto magnetico ideato dalla IBM nel 1967 per memorizzare i dati, restando in uso per tanto tempo. La sua scomparsa è stata molto graduale, per garantire una certa retro-compatibilità. Il primo ad abbandonarlo è stato l’iMac già nel 1998, mentre la Verbatin ne cessò la produzione solo nel 2015.