storia nero whatsapp

La foto ritrae una persona nera che indossa un cappello da pescatore, un asciugamano sulle spalle e un altro dettaglio: una volta aperta l'immagine, che in anteprima si vede solo nella sua parte centrale, il soggetto fotografato viene visto "per intero", con gli "attributi" chiaramente photoshoppati per sembrare enormi. L'immagine viene generalmente condivisa su WhatsApp, sfruttando le modalità di anteprima delle immagini dell'app per dar vita ad una sorta di scherzo. È il nero di WhatsApp, uno dei meme più famosi del web, che però rappresenta anche uno dei meme razzisti a più ampia diffusione.

Perché il "nero di WhatsApp" è razzista

Nonostante la foto del "nero di WhatsApp" sia ancora e costantemente condivisa in massa da centinaia di migliaia di utenti, il fenomeno che ha reso virale questo meme in realtà non è recentissimo. Le sue origini risalgono al 2015 ed è diventato popolare, appunto, per le dimensioni innaturali degli "attributi" della persona fotografata. Non è una foto reale, ma il risultato di una modifica dell'immagine con Photoshop.

Fatto sta però che, partito dal Sudamerica ormai 5 anni fa, il meme ha fatto il giro del mondo nonostante i suoi molti riferimenti razzisti che, pare, non in molti colgono. Eppure è chiaro che la maggior parte delle immagini in cui appare la persona nera photoshoppata fanno riferimento a situazioni e pregiudizi tristemente associati con altrettanti luoghi comuni relativi alla comunità nera. Non solamente perché parte dal presupposto che un uomo nero debba per forza di cose avere un organo riproduttivo particolarmente sviluppato, ma anche perché le varie situazioni ritratte dai meme fanno leva su una visione razzista e fondata sui luoghi comuni che le rendono solo dei tentativi di comicità di bassa lega. Ma anche perché l'immagine, utilizzata prevalentemente da un pubblico bianco, ridicolizza la persona nera come facevano i memorabilia razzisti degli anni '70.

Eppure lo condividono tutti

meme nero di whatsapp

Eppure la popolarità del "nero di WhatsApp" continua ad aumentare, come peraltro dimostra la mole di ricerche quotidiane relative a questa chiave su Google. Evidentemente chi lo cerca (e lo usa negli adesivi e nelle immagini) non si rende conto di quanto stia alimentando pregiudizi sulle persone nere. Così il meme è riuscito a superare ogni record e, a cinque anni dalla sua creazione, è ancora tra quelli più cercati e condivisi della rete, non solo in Italia.

Una sezione di un sito italiano dedicata proprio al "nero di WhatsApp" ha superato le 579.000 visite, su Meme Generator ci sono migliaia di immagini realizzate proprio a questo tema, mentre su Facebook c'è una pagina italiana con migliaia di fan. E seppur non essendo un'idea recente, continua e continuerà a girare in rete per ancora molto tempo: c'è anche chi addirittura ha stampato la foto su un'etichetta di una bottiglia di vino.